Dati alla mano secondo l’INPS, i lavoratori che nella seconda parte del 2025 hanno sfruttato la malattia sono stati il 2,8% in più della seconda parte del 2024. Ma anche i controlli dell’INPS sono aumentati e addirittura in misura maggiore, cioè del 3,7%. Visite di controllo a cui il lavoratore assente deve sottostare, altrimenti sono guai. Ma come funziona in Italia la malattia?
Malattia del lavoratore: fasce di reperibilità e sanzioni, la guida
Un lavoratore ha diritto di assentarsi dal posto di lavoro per malattia. Lo può fare entro i limiti del cosiddetto comporto. Si tratta di un diritto del lavoratore ma su cui è bene precisare, vietato fare i furbetti. Le visite di controllo dell’INPS sono sempre di più per evitare lo scatenarsi del fenomeno degli assenteisti. E per evitare che spesso la malattia diventi un prolungarsi di ferie, fine settimane e così via dicendo.
Partendo dal concetto di base e cioè che l’indennità di malattia è riconosciuta ai lavoratori dipendenti quando si manifesta l’incapacità temporanea al lavoro per via di un malanno, ecco che anche le visite di controllo hanno un loro motivo di essere. Perché l’INPS ordina le visite fiscali nel luogo dove il lavoratore ha segnalato di essere residente e disponibile durante le fasce di reperibilità.
Ogni giorno dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 il lavoratore che è assente per malattie deve essere a disposizione per eventuali visite di controllo. Ogni giorno di malattia, che sia lavorativo o festivo poco importa. E la visita può essere ripetuta anche durante lo stesso periodo di malattia.
Come funziona l’indennità e cosa deve fare il lavoratore
Per ottenere la malattia il lavoratore deve andare dal suo medico curante per il rilascio del certificato medico da cui si evince la prognosi, ovvero i gironi di malattia assegnati per la successiva eventuale guarigione. Il certificato medico una volta andava mandato pure al datore di lavoro. Oggi nell’era delle banche dati, al lavoratore compete solo l’onere di fornire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato rilasciato dal medico di base.
Ecco invece cosa non deve fare il lavoratore in malattia
Tornando alle fasce di reperibilità, il lavoratore deve conoscere i rischi che corre a non farsi trovare. L’assenza alla visita medica di controllo può essere giustificata da eventuali visite mediche effettuate, da viaggi al Pronto Soccorso o da situazioni eccezionali ingiustificata.
Con tutte le cose che questa assenza comporta, cioè l’applicazione di sanzioni. Perdere la relativa indennità per i primi 10 giorni è ciò che accade subito a chi è assente anche alla prima visita. Se l’assenza è tale anche nella seconda visita, la prestazione è decurtata della metà per tutto il periodo successivo alla seconda assenza. Infine, per assenze ulteriori ecco che scatta la revoca totale dell’indennità. Oltre a questo, bisogna fare i conti con le reazioni del datore di lavoro. Perché le mancate presenze alle visite possono portare sanzioni disciplinari ed anche al licenziamento.
Il diritto alla malattia e alcune regole specifiche
Durante la malattia il lavoratore ha diritto anche alla conservazione del posto di lavoro. Ma le assenze per malattia, salvo casi particolarmente gravi non deve superare il cosiddetto periodo di comporto. In genere sono i CCNL applicati a stabilire la durata di questo periodo. Ma in assenza di precisazioni dai contrati collettivi in linea di massima si arriva a 6 mesi o 180 gironi che dir si voglia.
La malattia è pagata per il primo periodo detto di carenza, dal datore di lavoro. In genere i primi 3 giorni sono a carico del datore di lavoro. Gli altri successivi invece sono a carico dell’INPS.



