Destinare il TFR ai Fondi Pensione: ecco come fare (modello TFR3 da scaricare)

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di: Giacomo Mazzarella

TFR fondi pensione.

Ormai è andata in vigore la novità della destinazione del Trattamento di Fine Rapporto ai Fondi Pensione Integrativi. Il TFR può essere destinato a scelta del lavoratore ad un Fondo Pensione da lui indicato. Ed il datore di lavoro deve assecondare la richiesta, provvedendo a versare al Fondo indicato dal lavoratore. Per tutti i lavoratori neoassunti dal primo luglio scorso la procedura è obbligatoria. Il datore di lavoro avrebbe dovuto indicare al lavoratore la scelta da effettuare secondo il noto meccanismo del silenzio assenso che adesso vedremo. Per gli altri però la scelta è sempre possibile. A tal punto che è in rete il modello da usare, che si chiama TFR3.

Destinare il TFR ai Fondi Pensione: ecco come fare (modello TFR3 da scaricare)

Per tutti i nuovi assunti dal primo luglio scorso la scelta sulla destinazione del TFR è obbligatoria. Come detto, il datore di lavoro comunica al dipendente questa facoltà alternativa al solito modo di lasciare il TFR alle aziende o al Fondo tesoreria dell’INPS. Il lavoratore entro 60 giorni dall’assunzione deve scegliere se lanciare il TFR all’azienda oppure se destinarlo ad un Fono Pensione Integrativo che lui stesso ha aperto o vuole aprire. In alternativa e senza opzione da parte del dipendente, sarà il datore di lavoro, dopo i 60 giorni già citati, a scegliere di destinare il TFR al Fondo Pensione che per esempio è stato individuato dagli accordi collettivi. Se per i neoassunti è un obbligo, per i vecchi assunti è attiva una facoltà di scegliere comunque di destinare a un Fondo pensione Integrativo ciò che mensilmente matura di Trattamento di Fine Rapporto. Per la scelta, il modulo da usare per tutti è il TFR3 che si può scaricare in rete perché è online.

Ecco il modello TFR3 e come si dovrebbe utilizzare tra Fondi Pensione, azienda e Fondo Tesoreria INPS

Dal 4 settembre scorso il modulo TFR3 è di dominio pubblico ed ormai ufficiale. Attraverso questo modulo il dipendente a prescinder e che glielo dia il datore di lavoro o meno, può operare la scelta. Il modello è scaricabile dal sito del Ministero del Lavoro grazie al link predisposto.

Aprendo il modello la parte saliente è senza dubbio quella relativa alle 4 opzioni da scegliere ed indicate dalla lettera A alla lettera D. Ad ogni lettera c’è una scelta che il lavoratore è chiamato ad effettuare. Ricordiamo che il lavoratore è l’unico che può scegliere cosa fare del suo TFR. E che quel modello lo dimostra apertamente offrendo allo stesso 4 diverse opzioni.

Tutte le opzioni che ha il dipendente

Alla lettera A c’è l’adesione automatica al fondo pensione con il lavoratore che decide di conferire alla forma pensionistica indicata dai CCNL collettivi e quindi dal datore di lavoro, in modo automatico il proprio TFR. La stessa cosa accade con la lettera B che però riguarda i lavoratori che hanno stipendi al di sotto dell’importo dell’Assegno Sociale INPS (sotto 546,24 euro al mese, ndr) che possono destinare il TFR al Fondo Pensione Negoziale, ma possono decidere di non versare il loro contributo.

La lettera C invece riguarda davvero la libera scelta del dipendente che può optare per conferire ad un Fondo Pensione da lui aperto, il proprio TFR. In questo caso, quindi, è il lavoratore padrone del suo destino per quanto riguarda il proprio Trattamento di Fine Rapporto. Infine, la lettera D è relativa alla volontà del lavoratore di lasciare all’azienda il TFR e se le dimensioni i quest’ultima sono di un certo tipo, di lasciarlo al Fondo Tesoreria dell’INPS senza destinarlo ad alcuna forma di Previdenza Integrativa.

Il modello TFR3 in PDF

MODULO TFR3_draft.pdf

 

 

 

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