Quando posso incassare il TFR o il TFS? Ecco le regole e i tempi

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di: Giacomo Mazzarella

TFR fondi pensione.

Una delle più importanti voci di salario differito è il Trattamento di Fine Rapporto, meglio noto con l’acronimo di TFR. Della stessa natura, ma appannaggio dei lavoratori pubblici (ma non tutti), è il Trattamento di Fine Servizio, conosciuto come TFS. Salario differito perché è una voce del salario, ma che si incassa al termine del rapporto di lavoro. Con tempistiche diverse a seconda che si tratti di lavoratori del settore privato e lavoratori del settore pubblico. E in quest’ultimo spaccato del lavoro in Italia, a seconda della data di assunzione, dell’importo maturato e di altri fattori.

I tempi di liquidazione del TFR e del TFS

In linea di massima è di 60 giorni il termine di attesa a partire dalla data di interruzione del rapporto di lavoro, il termine per incassare il TFR nel settore privato. Ma tempistiche diverse, che in genere sono comprese tra 30 e 45 giorni, possono essere previste dai CCNL di ogni diverso settore del lavoro. Nel settore pubblico i tempi sono più lunghi e variano come detto anche in base all’ammontare del TFR o del TFS maturato. La cosiddetta buonuscita, infatti, può essere erogata in unica soluzione tra due e tre rate posticipate. E con tempi che cambiano anche in base alla motivazione dell’interruzione del rapporto di lavoro. Si va da 105 giorni in alcuni particolari casi, a 12, 24, 36 o addirittura 48 mesi.

La liquidazione o buonuscita nel settore pubblico, ed i tempi si allungano

Il settore pubblico è quello più complicato come meccanismo. Il TFS, infatti, è appannaggio di soggetti che hanno una assunzione antecedente la data del primo gennaio 2001. Per il TFR invece la platea è di chi ha cominciato a lavorare dopo la data prima citata. Ma fino al 31 dicembre 2025 era ammessa la facoltà per chi era stato assunto prima, di passare dal regime del TFS al regime del TFR. Un cambio dettato dalla differenza tra i due regimi rispetto alla previdenza integrativa. La facoltà di versare la buonuscita alla previdenza integrativa, infatti, spetta a chi rientra nel regime del TFR.

Ecco le regole e i tempi di attesa per TFR e TFS nel pubblico impiego

Nel pubblico impiego in 105 giorni il TFS ed il TFR possono essere incassati a condizione che l’interruzione del rapporto di lavoro sia sopraggiunta per decesso del lavoratore (buonuscita a favore degli eredi naturalmente) o per invalidità del lavoratore. Se la cessazione del rapporto di lavoro è per licenziamento, scadenza del contratto a termine o per pensionamento, la buonuscita è incassata dopo 12 mesi dalla data di interruzione del lavoro. Se invece la cessazione del rapporto di lavoro è per dimissioni volontarie del lavoratore, la buonuscita slitta di 24 mesi da tale data. Tutto come previsto dal decreto Salva Italia del governo Monti/Fornero dal 2012. Ma c’è dell’altro. I tempi di attesa si allungano con il pagamento rateale per TFS e TFR oltre i 50.000 euro nel pubblico impiego. Se la cifra è superiore a 50.000 euro ma non superiore a 100.000 euro, il tutto è erogato in due rate, con la seconda a distanza di 12 mesi dalla data di maturazione della prima, come spiegato in precedenza. E se l’importo da prendere supera i 100.000 euro le rate diventano 3 con la terza a distanza di 12 mesi dalla maturazione del diritto alla seconda.

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