Badanti che lavorano anche di notte, stipendio quasi 1.700 euro al mese, ecco perché

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di: Giacomo Mazzarella

Badanti notturne

Anche le badanti lavorano di notte. Il lavoro notturno è diverso dal lavoro classico e su questo pochi dubbi. I lavoratori notturni, per esempio, hanno tutele pensionistiche diverse. E in ogni settore il lavoro di notte ha delle voci di retribuzione diverse. Per quanto riguarda il lavoro notturno della badante però occorre capire di cosa si tratta. Perché il CCNL di categoria prevede questa attività, ma la distingue in due grandi aree. C’è l’area assistenza e l’aria presenza. E si tratta dell’attività che questa o quell’altra lavoratrice svolge durante le ore notturne. Ecco che significa lavoro notturno nel settore domestico per la badante, che stipendio deve essere loro elargito e come funzionano le regole differenti in base alle attività svolte.

Badanti che lavorano anche di notte, stipendio quasi 1.700 euro al mese, ecco perché

Di notte una badante può lavorare ed anzi, è molto comune tale attività svolta quando le altre persone comunemente riposano. Ma non sempre l’attività notturna può essere considerata la classica attività di lavoro che comunemente svolge la badante. Infatti, non tutte le badanti di notto fanno le stesse attività. E come detto il CCNL di categoria, approvato lo scorso ottobre 2025, distingue tra un badante che svolge il compito di assistenza e tra una badante a cui viene chiesta solo la presenza. Naturalmente cambiano le retribuzioni, gli orari e perfino l’assunzione.

Due lavoratrici e non una, perché una badante non può lavorare 24 ore su 24

Prima di tutto va detto che una badante notturna non può certo essere la badante che comunemente lavora tutto il girono con lo stesso anziano bisognoso di assistenza. Le regole sulle 11 ore di riposo consecutivo, la tutela della salute dei lavoratori e naturalmente l’oggettività di tutto questo impongono a famiglie che necessitano di assistenza continua per il loro anziano, di assumere due differenti lavoratrici. Una per il giorno ed una per la notte. Ed in questo scenario bisogna capire se alla badante notturna si chiede assistenza o semplicemente la presenza.

Il nuovo CCNL collettivo domestici e cosa dice per la badante notturna

Come detto fu lo scorso ottobre che le associazioni dei datori di lavoro, nel dettaglio, FIDALDO e DOMINA e i sindacati di settore, ovvero FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS e FEDERCOLF, hanno rinnovato il CCNL collettivo per il lavoro domestico. Un nuovo contratto in vigore dal primo novembre 2025 e con validità 31 ottobre 2028. E proprio nel CCNL c’è una parte dedicata al lavoro notturno. E precisamente sono gli articoli numero 10 e 11 del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro domestico a trattare questo argomento.

Gli articoli del CCNL, le regole e il salario da pagare alla badante

All’articolo numero 10 del CCNL domestici è disciplinato il lavoro notturno nello spaccato dell’assistenza. Tale attività è considerata notturna se svolta dalle ore 20:00 della sera precedente alle ore 08:00 del mattino seguente. Assistenza significa che l’anziano bisognoso di cure ha bisogno di una badante che presti queste cure e presti questa assistenza anche nelle ore prima citate. Se si assume una badante notturna per l’assistenza dell’anziano, bisogna distinguere tra soggetto autosufficiente e non autosufficiente. Nel primo caso il livello di assunzione è il livello BS. E la paga mensile di base, prevista dal CCNL appena rinnovato è di 1.211,38 euro al mese.

Se invece l’anziano non è autosufficiente, il livello giusto è il CS. Con stipendio minimo tabellare che cresce a 1.372,91 euro al mese. A dire il vero c’è anche un altro livello dove possono essere assunte le badanti. Ma parliamo in questo caso di vere professioniste del settore, con tanto di attestati, qualifiche e diplomi. Il livello per queste lavoratrici altamente qualificate è il DS e lo stipendio minimo tabellare è di 1.695,99 euro mensili.

Assistenza e sola presenza, differenti discipline

L’assistenza è una cosa, la presenza è un’altra. E allora ecco che per chi semplicemente è una badante notturna dedicata solo alla presenza notturna con l’anziano, il salario minimo prestabilito per ogni mese di presenza scende a 811,09 euro. La badante deve avere la sua stanza con tutti i comfort, perché deve poter riposare e deve restare solo per garantire la compagnia in casa all’anziano. In questo caso è l’articolo numero 11 del CCNL a disciplinare questa particolare attività. Dove la presenza viene disciplinata per essere garantita tra le ore 21:00 della sera prima e le ore 08:00 del mattino seguente.

Assumere una badante per assistenza, ma indicare solo la presenza come attività per il solo fatto di risparmiare sullo stipendio, è pratica non lecita anche se largamente diffusa. Se la badante che deve essere “semplicemente” presente viene chiamata, saltuariamente ad assistere l’anziano, deve essere pagata con una aggiunta di stipendio. Ed i calcoli si fanno usando il salario orario previsto per le lavoratrici non conviventi e visionabile nelle tabelle del CCNL già citato. Tornando alla badante notturna per assistenza, non vuol dire che deve essere sempre in servizio e sempre dedicata alle cure dell’anziano. Ma deve essere vigile e pronta per le esigenze dello stesso anziano.

Tutte le attività a cui è chiamata ad adempiere la lavoratrice anche nel caso della badante notturna devono essere messe nero su bianco nel contratto di lavoro sottoscritto tra le parti.

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