Anziché un mese dopo rispetto al 2026 ben 6 mesi prima rispetto a tanti altri colleghi. Nel 2027 potranno sfruttare una pensione anticipata con 30 anni di contributi quanti rientrano in una specifica salvaguardia. Parliamo di una salvaguardia che nasce nel 2019 e che prosegue anche nel prossimo biennio per contribuenti che sono alle prese con particolari attività lavorative e da diverso tempo. La pensione nel 2027 vedrà l’incremento di un mese dei requisiti di accesso, tra cui l’età pensionabile. Salirà di un mese l’età minima da centrare per la pensione di vecchiaia. Ma questo aumento non sarà per tutti. E c’è anche chi potrà ancora una volta sfruttare la possibilità di uscire con le regole antecedenti il 2019, che è l’ultimo anno in cui l’età pensionabile fu aumentata per via dell’aspettativa di vita, prima del nuovo aumento che vedrà i natali nel 2027.
Pensioni: 30 anni di contributi bastano per andare in pensione prima dei 67 anni
La pensione di vecchiaia fino al 31 dicembre 2018 si centrava con 66 anni e 7 mesi di età. Poi per via dell’aumento dell’aspettativa di vita, dal primo gennaio 2019 l’età salì a 67 anni. Dal 2019 al 2026 nulla è cambiato. Perché nel frattempo è passata la terribile pandemia che abbassò l’aspettativa di vita della popolazione. Adesso che la stima di vita degli italiani è tornata a crescere, ecco che dal primo gennaio 2027 l’età pensionabile salirà a 67 anni e un mese per poi passare a 67 anni e tre mesi nel 2028. La pensione di vecchiaia crescerà di un mese e poi di tre mesi per tutti i contribuenti, fatta eccezione per chi svolge un lavoro gravoso o usurante. Soggetti che furono esonerati dall’aumento già nel 2019.
Cosa cambia per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti e chi sono
Niente aumento dell’età pensionabile per chi svolge un lavoro logorante. Alcuni di questi potranno ancora andare a riposo come nel 2026, con 67 anni di età. Si tratta di chi ha svolto un lavoro gravoso o usurante per almeno 6 degli ultimi 7 anni di carriera. Altri invece potranno andarci ancora come nel 2018, ovvero con 66 anni e 7 mesi di età. In questo caso sono quelli che hanno svolto un lavoro gravoso o usurante per almeno 7 degli ultimi 10 anni di carriera. L’importante è che l’interessato completi una carriera di contributi versati non inferiore alla soglia dei 30 anni. Per godere delle salvaguardie, infatti, non bastano 20 anni di contributi come invece sono sufficienti per le pensioni di vecchiaia. Ed i 30 anni devono essere tutti effettivi da lavoro. Niente figurativi, volontari, da riscatto e così via dicendo.
Chi sono gli addetti ai lavori gravosi e usuranti per la pensione con 30 anni di contributi
Le categorie che possono sfruttare queste salvaguardie sono diverse. I lavori gravosi sono quelli previsti dalle due leggi di Bilancio del 2017 e 2018 e nel dettaglio sono:
- Conciatori di pelli e pellicce;
- Operai agricoli;
- Operai siderurgici;
- Infermieri ed ostetriche;
- Addetti ai servizi di pulizia;
- Operatori ecologici e netturbini;
- Operai edili;
- Gruisti e conducenti di macchinari per le perforazioni in edilizia;
- Macchinisti dei treni e personale di ferrovia viaggiante;
- Addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
- Facchini;
- Maestre ed educatori di asili e scuole per l’infanzia;
- Camionisti;
- Marittimi;
- Pescatori.
Per quanto concerne i lavori usuranti invece, ci si deve rifare a quanto previsto dal Dlgs 67 del 2011 e le attività usuranti nel dettaglio sono:
- Lavoro notturno;
- Attività sulla linea a catena;
- Attività di conducenti di veicoli per il trasporto pubblico, con capienza da 9 posti in su;
- Lavoro in galleria, cava o miniera;
- Lavoro svolto in cassoni ad aria compressa;
- Attività di palombaro;
- Lavoro con costante esposizione alle alte temperature;
- Attività di lavorazione del vetro cavo;
- Lavori espletati in spazi ristretti e angusti;
- Attività collegate all’asportazione dell’amianto.



