Pensione anticipata sempre più lontana per tanti contribuenti. E non parliamo dell’inasprimento dei requisiti in arrivo dal 2027 o almeno non solo di questo. Ci sono dei contribuenti che vedono allungarsi sempre di più i tempi di attesa per andare in quiescenza. In pensione anticipata senza limiti di età diventa una definizione che nel sistema pensionistico italiano presto lascerà il tempo che trova.
Perché aumentando sempre di più il requisito contributivo previsto per le pensioni che una volta si chiamavano di anzianità, il fatto che si tratta di misure senza limiti anagrafici, diventa un fattore solo sulla carta ma ormai non più effettivo. Un esempio lampante è quello che accade adesso per le pensioni dei dipendenti di una particolare cassa previdenziale dell’INPS, ovvero la Cassa Pensione Dipendenti Enti Locali (CPDEL).
Pensione dipendenti pubblici: Nel CPDEL finestre sempre più lunghe per le anticipate
Salgono i requisiti, salgono le finestre mobili di decorrenza e di conseguenza si allontana la pensione. Con lavoratori costretti presto a restare in servizio per ben 44 anni di versamenti o quasi. Per andare in pensione anticipata le regole sono semplici. Basta arrivare al numero di anni di contributi previsti dalla normativa vigente. Le pensioni anticipata non hanno limiti anagrafici.
Questa misura prese il posto dal 2012 dopo la riforma Fornero, delle pensioni di anzianità che proprio come le attuali, non prevedevano una età minima da centrare per andare in pensione. Però rispetto alle precedenti, le pensioni anticipate ordinarie hanno visto salire il requisito contributivo utile alla pensione che da 40 anni come era prima della riforma Fornero, in questo 2026 sono arrivate a 42 anni e 10 mesi (per le donne 41 anni e 10 mesi). E per di più è stato inserito un periodo di attesa tra maturazione del diritto e incasso del primo rateo di pensione. Si tratta delle famose finestre di decorrenza.
L’attesa è di tre mesi, che in genere un lavoratore passa lavorando, e quindi uscendo dal lavoro dopo 43 anni ed un mese per gli uomini e 42 anni ed un mese per le donne. Praticamente impossibile uscire prima dei 60 anni o poco dopo con queste misure. Perché servirebbe aver cominciato a lavorare da giovanissimi e soprattutto, con una carriera senza soluzione di continuità.
Queste le regole generali e il giudizio sulla piega che hanno preso le pensioni anticipata senza limiti anagrafici oggi. Ma nello stretto giro di un paio di anni andrà ancora peggio. E per alcuni lavoratori andrà peggio del peggio. Parliamo dei lavoratori della Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali, che include in genere i dipendenti delle Regioni, delle Province o dei Comuni, o ancora, i lavoratori delle aziende sanitarie (ASL).
Come cambiano le regole nel 2027 e poi come cambiano nel 2028
Tra la maturazione del requisito per la pensione anticipata ordinaria e la decorrenza del trattamento, nel sistema previdenziale ci sono dei tempi di attesa. Una finestra di 3 mesi significa che dal momento in cui si raggiunge il diritto all’uscita, cioè il numero di anni di contributi previsti, bisogna aspettare quel periodo per incassare il primo rateo. Se un lavoratore matura il requisito dei 42,10 anni a giugno 2026, solo da ottobre inizierà a prendere la pensione. Nella già citata Cassa CPDEL la finestra è più lunga.
Ci vogliono 5 mesi di attesa e quindi nell’esempio di prima, la pensione scatterebbe solo a dicembre. Ma solo per chi raggiunge i requisiti nel 2026 si seguono queste regole. Dal 2027 andrà peggio. E nel 2028 ancora di più. Prima di tutto perché per via dell’aspettativa di vita, il requisito contributivo delle pensioni anticipate salirà di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. In parole povere, nel 2027 servirà arrivare a 42 anni e 11 mesi per avere la pensione anticipata (donne sempre un anno in meno rispetto agli uomini), mentre dal 2028 servirà arrivare a 43 anni ed un mese. Nel settore privato, si dovranno aggiungere i 3 mesi di finestra come al solito.
Nella CPDEL invece salgono pure le finestre. Perché se oggi ci vogliono 5 mesi di finestra per chi matura il requisito entro il 31 dicembre 2026, ci vorranno 7 mesi a requisito maturato dal primo gennaio al 31 dicembre del 2027 e 9 mesi per requisito maturato dal primo gennaio 2028 in poi. Come abbiamo detto prima, la finestra è un periodo che un lavoratore in genere trascorre lavorando. Di conseguenza dal 2028 visto che il requisito delle pensioni anticipata salirà a 43 anni e un mese, un lavoratore sarà costretto a lavorare fino a 43 anni e 10 mesi.



