Novità pensione a 64 anni nel 2027: niente soglia minima e pensione più facile

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni 64 anni secondo Claudio Durigon.

Allargare il beneficio della pensione a 64 anni nel 2027 anche a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995. Di questo progetto o di questa proposta, ne parliamo praticamente ogni giorno. E lo facciamo perché continuano ad arrivare novità al riguardo. L’occasione è ghiotta per varare qualcosa di questo genere a livello pensionistico. Un’occasione dettata dalla manovra finanziaria in via di definizione visto che ad ottobre va prodotta per poi essere approvata, dopo il solito iter burocratico, entro dicembre. Mai occasione migliore per portare a termine il progetto/proposta di allargare a tutti la pensione a 64 anni. E visto che siamo ancora allo stadio embrionale, ogni giorno emergono dati nuovi. Oggi parliamo per esempio di una dichiarazione del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon riportata dall’ANSA. E la novità per certi versi renderebbe la misura più facilmente fruibile.

La pensione a 64 anni nel 2027, ma con che regole?

Non è mai esistita una misura che con soli 20 anni di versamenti e 64 anni di età consente di uscire dal mondo del lavoro a tutti i lavoratori e a tutti i contribuenti. L’unica misura che lo permette è limitata da diversi fattori. Si tratta della pensione anticipata contributiva.

La misura ha prima di tutto una platea abbastanza circoscritta. Perché anche un solo contributo settimanale versato prima del primo gennaio 1996 esclude dall’uscita salvo rari casi di computo nella Gestione Separata INPS. Quindi, oggi la pensione a 64 anni di età con 20 anni di versamenti come requisiti minimi è appannaggio soltanto dei cosiddetti contributivi puri. Un altro limite strutturale della misura è l’importo soglia della prestazione.

Che rende a volte il centrare la combinazione 64+20 non del tutto sufficiente per accedere alla quiescenza. In effetti per la pensione anticipata contributiva occorre arrivare a prendere dall’INPS una pensione pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale. Oggi che l’assegno sociale è pari a 546,24 euro al mese, significa, matematica alla mano, raggiungere un trattamento non inferiore a 1.639 euro al mese circa.

Certo, esistono dei vantaggi per le donne con figli che possono andare in quiescenza con un trattamento anche più basso (2,6 volte l’assegno sociale con più di un figlio e 2,8 volte con un solo figlio, ndr), ma la sostanza non cambia. Questo è il fardello che maggiormente pone il freno ai pensionamenti a 64 anni da anni ormai.

Le parole di Durigon aprono maggiori possibilità

Se l’idea è estendere a tutti la possibilità di uscire a 64 anni con il classico copia e incolla delle regole della pensione anticipata contributiva, il fardello verrebbe ereditato anche dai misti. E le problematiche sarebbero identiche. Soprattutto perché per andare a riposo con la nuova misura, chi rientra nel misto ed avrebbe diritto a prendere una pensione calcolata in parte con il retributivo, dovrebbe accettare una pensione più bassa perché calcolata interamente con il contributivo.

Ed è proprio su questo aspetto che si deve annoverare la dichiarazione del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon che adesso analizzeremo.

Che ci sia l’idea di garantire l’uscita a 64 anni con il calcolo della pensione contributivo e con 20 anni di versamenti a tutti, non è più un segreto. La novità riguarda l’importo soglia.

E le parole del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon sono chiare al riguardo. Si lavora alla pensione a 64 anni abbassando la soglia di importo anche se solo per alcune categorie. “L’obiettivo che abbiamo è il ricambio generazionale. La misura costa, se la facciamo in via sperimentale per tre anni 1,6 miliardi l’anno, circa cinque miliardi in tre anni. La stima è di 80.000 uscite il primo anno e circa 180mila nel triennio. Stiamo lavorando sulla norma sull’importo. Non vogliamo creare pensionati poveri ma per alcune categorie, come per chi non ha lavoro, possiamo lavorare per abbassare quella quota o addirittura annullarla”. Sono queste le parole del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon riportate integralmente come sulla nota Agenzia Ansa.

Novità pensione a 64 anni nel 2027: niente soglia minima e pensione più facile

Significa che per esempio chi è senza lavoro e si trova ad aver raggiunto i 64 anni di età ed in 20 anni di versamenti, potrebbe andare in pensione senza alcun limite di importo o con un limite abbassato rispetto a quello che oggi si applica alle pensioni anticipate contributive. Niente più pensione minima pari a tre volte l’assegno sociale quindi per loro. Almeno secondo la linea tracciata da Durigon.

Sempre ipotizzando scenari futuri ma oggi non certi, dentro questa sorta di salvaguardia che renderebbe la pensione a 64 anni di età più facile, anche gli invalidi, i caregivers e magari gli intermittenti. Parliamo di categorie che non hanno certo facilità a garantirsi lunghe e continue carriere lavorative e soprattutto, pagare da ricche e corpose retribuzioni.

 

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