Con tutto quello che si sente in giro capire quando sarà il momento di andare in pensione non è certo la cosa più semplice di questo mondo. Tra misure che vanno in scadenza a fine anno, problemi di bilancio che non lasciano ben sperare e aumento dei requisiti praticamente certo, il 2027 sarà un anno particolare dal punto di vista previdenziale. A che età si andrà in pensione nel 2027 quindi? Ecco una serie di misure da sfruttare e quale è il modo più facile per dare una risposta a questo quesito.
A che età si andrà in pensione nel 2027?
Chi si chiede a che età si potrà andare in pensione nel 2027 deve capire che nel sistema previdenziale italiano le misure di pensionamento sono talmente varie che in base alla situazione specifica di un contribuente cambia anche l’età di uscita.
È naturale che nel 2027 chi non ha una carriera contributive lunga ma si ferma intorno ai vent’anni di contributi, calcolando che vent’anni sono la soglia minima per la pensione di vecchiaia, dovrà aspettare 67 anni e un mese di età per accedere alla quiescenza.
Questo dal momento che salirà di un mese l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia nel 2027. Uscite quindi per i nati nel 1960, ma non per chi è nato a dicembre di quell’anno. Infatti, per via dell’aumento di un mese dell’età pensionabile e per via del fatto che la decorrenza della pensione di vecchiaia è a partire dal primo giorno del mese successivo a quello del compimento dell’età pensionabile, per questi soggetti tutto slitta a gennaio 2028.
I 20 anni di contributi non bastano, nel 2027 escono i nati nel 1956
Chi ha maturato vent’anni di contributi versati tutti nel sistema contributivo, oppure chi non arriva a vent’anni ma ha il primo accredito successivo al 31 dicembre 1995, per andare in pensione a 67 anni ed un mese di età dovrà centrare anche una pensione pari almeno all’importo dell’assegno sociale.
Se la pensione è più bassa nessuna possibilità di uscita. Le pensioni di vecchiaia contributive si centrano nel 2027 con 71 anni ed un mese di età. Chi in passato non è riuscito ad andare in pensione a 67 anni per i motivi prima descritti, potrà andarci nel 2027. Aperte le porte ai nati nel 1956. Anche in questo caso, non per chi è nato a dicembre di quell’anno.
Come funzioneranno le pensioni nel 2027
Chi nel 2027 completa 30 anni di contributi versati ed è un caregiver, un invalido o un disoccupato, oppure chi completa 36 anni di contributi versati ed è un addetto lavori gravosi come escono nel 2027? La domanda è lecita e riguarda l’Ape sociale.
Questi soggetti sperano che il 2027 si apra con la conferma dell’Ape sociale. La misura, infatti, non è detto che sarà confermata anche l’anno prossimo perché scade il 31 dicembre 2026. La nostra sensazione è che il governo finirà con il confermare l’Ape sociale anche l’anno venturo. Però al momento non è certa la permanenza della misura nel sistema e quindi non è certo che si potrà andare in pensione con questa misura nel 2027.
Il 2027 l’anno giusto per la pensione, ecco quando l’età non conta
Nel 2027 si potrà continuare ad andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica sfruttando la pensione anticipata ordinaria o la quota 41 per i lavoratori precoci. Si tratta di due misure che consentono le uscite, come detto, senza alcun limite anagrafico.
Ma raggiungendo delle carriere contributive molto lunghe. Infatti, per la quota 41 precoci bisogna completare almeno 41 anni ed un mese di contributi versati di cui almeno 12 mesi versati prima di aver compiuto i 19 anni di età. Invece con la pensione anticipata ordinaria nel 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.



