Nuove comunicazioni INPS per milioni di pensionati. Si tratta di una sorta di promemoria con tanto di avviso da parte dell’Istituto, su un concreto rischio che alcuni pensionati inconsapevolmente non sanno di correre. Le pensioni rischiano di essere sospese e addirittura revocate se non si interviene entro settembre per un adempimento obbligatorio, importante ma spesso non messo in atto dai pensionati.
Pensioni sospese, ecco chi ha tempo fino a settembre per evitare di perdere tutto
Nessun allarmismo naturalmente. Prima di tutto perché non tutti i pensionati hanno il loro trattamento a rischio. Nessuna sospensione e nessuna revoca della pensione per chi ne prende una che non ha niente di collegato ai redditi. Chi prende la pensione con importi commisurati alla carriera, in base ai contributi versati, e senza integrazioni, maggiorazioni o altro, non rischia nulla. E poi perché non a tutti i pensionati interessati viene sospesa interamente la pensione. Perché parliamo di una sospensione della parte di pensione interessata dalla conferma del diritto e dalla permanenza di determinate condizioni reddituali. I soggetti che rischiano e su cui l’INPS ha avvisato del pericolo, sono per esempio, i titolari di assegno sociale. In questo caso parliamo di una prestazione interamente collegata ai redditi e per questo, a rischio sospensione a 360 gradi. Ma rischiano di finire con la pensione sospesa almeno in parte, i titolari di pensioni con importi aggiuntivi come lo sono le maggiorazioni sociali piuttosto che l’integrazione al trattamento minimo.
Pensioni sospese ma anche revocate, ecco da dove nasce il problema
L’avviso dell’INPS riguarda le mancate comunicazioni reddituali che andavano prodotte entro il 31 marzo 2025. Il modello RED è obbligatorio per i titolari di prestazioni collegate ai redditi. Ogni anno l’INPS avvia la campagna RED e i pensionati interessati devono aderire, indicando all’Istituto i redditi propri e del coniuge. In modo tale da permettere all’Istituto Previdenziale di confermare il diritto a quelle prestazioni erogate solo se i redditi sono sotto un determinato limite. L’obbligo è per contribuenti e pensionati che non sono tenuti a presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate. Ma anche per pensionati che, pur presentando la dichiarazione dei redditi al Fisco, hanno altri redditi che secondo l’INPS incidono sul diritto alle prestazioni.
La comunicazione dell’INPS da non sottovalutare
A questi soggetti l’INPS comunica che avranno tempo fino al prossimo 15 settembre per provvedere a regolarizzare il tutto. Non potranno più regolarizzarsi con il modello RED perché quello della campagna oggetto della comunicazione è scaduto. Ma potranno intervenire con una domanda di ricostituzione della pensione comunicando i redditi all’INPS. Tutto scritto nel messaggio numero 2394/2026 pubblicato sul portale istituzionale dell’Istituto. Dove si legge che già dal mese di agosto e poi a settembre, i titolari di queste prestazioni che hanno omesso le comunicazioni per l’anno 2023 in scadenza il 31 marzo 2025, subiranno un taglio del 5% delle prestazioni. Se poi dopo settembre perdura l’omessa comunicazione, dalla semplice sospensione si passerà alla revoca.



