Le regole di calcolo della pensione sono qualcosa da capire bene. Soprattutto di fronte alle inevitabili novità che entreranno in vigore nel 2027. E non parliamo solo della novità circa l’aumento dei requisiti delle pensioni. Parliamo delle modifiche ai coefficienti di trasformazione che avranno un impatto rilevante per molti nuovi pensionati. Soprattutto per chi sfiora la pensione nel 2026 e per colpa delle finestre di decorrenza ci andrà nel 2027. Soggetti che si trovano in questa condizione sul calcolo della pensione devono considerare un taglio di 400 euro anche per un solo mese di differenza.
Il calcolo contributo della pensione
Prima di tutto meglio comprendere come funziona il calcolo contributivo della pensione. Tutto parte dal montante contributivo. Questo montante non è altro che la somma di tutti i contributi versati da un lavoratore durante la sua carriera. Per il lavoratore dipendente è la somma di tutti i versamenti del 33% dello stipendio mese dopo mese (per artigiani e commercianti il 24%, ndr).
Una volta sommati tutti questi versamenti, il totale viene rivalutato secondo il meccanismo detto proprio della rivalutazione o alternativamente, della capitalizzazione. In altri termini, il montante contributivo viene aggiornato ogni anno in base all’andamento del PIL (Prodotto Interno Lordo) sulla base delle medie dei 5 anni precedenti.
Una volta rivalutato, questo montante contributivo viene moltiplicato per i coefficienti di trasformazione. Che, come tutti sanno, sono delle percentuali che sono tanto migliori man mano che cresce l’età del pensionamento ed al contrario, calano man mano che scende tale età.
I coefficienti di trasformazione e il calcolo della pensione
Oltretutto questi coefficienti seguono l’andamento della stima di vita della popolazione. Se l’aspettativa di vita sale i coefficienti peggiorano e se cala, i coefficienti migliorano. E questo aggiornamento è biennale. Ogni due anni in base ai dati ISTAT sulle aspettative di vita i coefficienti cambiano in meglio o in peggio. Nel 2027 e quindi per il biennio fino al 2028, si cambia nuovamente.
Dal 2022 al 2028 saranno 8 gli aggiornamenti sopraggiunti. E, ad esclusione dell’aggiornamento post pandemico dove si registrò un miglioramento dei coefficienti di trasformazione per il calo dell’aspettativa di vita durante le fasi della pandemia, in tutti gli altri aggiornamenti le cose sono sempre peggiorate. E lo stesso accadrà per l’aggiornamento 2027.
Più aumenta la vita media peggio vanno le regole
Cresce la stima di vita degli italiani e i coefficienti peggiorano. Significa che le pensioni diventano sempre più basse. E quando si registra un aggiornamento dei coefficienti, basta anche un solo giorno di ritardo come decorrenza del trattamento, per pagare pegno.
Per esempio, chi ha la decorrenza della sua pensione a gennaio 2027 vedrà il trattamento calcolato con coefficienti peggiori rispetto a chi riesce ad avere la decorrenza del trattamento a dicembre 2026. La pensione di chi esce a dicembre del corrente anno sarà migliore di chi invece esce a gennaio 2027.
Calcolo della pensione: uscire a gennaio 2027 fa perdere 400 euro rispetto a dicembre 2026
Un lavoratore che ha già compiuto 67 anni di età ma completa i 20 anni di versamenti solo a gennaio e non a dicembre, uscendo dal lavoro nel 2027 subirà questa situazione. E lo stesso accadrà per le pensioni anticipate ordinaria che si centrano con 42 anni e 10 mesi di contributi senza limiti di età (41 anni e 10 mesi per le donne, ndr). Chi completa la carriera in tempo utile per avere la decorrenza del trattamento entro dicembre, si salverà da ciò che invece accade a chi ha una decorrenza di trattamento a gennaio 2027.
Calcoli alla mano, anche se non abbiamo ancora certezze sui reali valori dei nuovi coefficienti (entro fine anno dovrebbe uscire il decreto, ndr), il taglio su un montante di 400.000 euro potrebbe arrivare a 350/400 euro. Questo in base alla tendenza sulle variazioni dei coefficienti negli ultimi due o tre aggiornamenti biennali. Significa che anche se per pochi giorni, la differenza tra chi va in pensione a dicembre 2026 rispetto a chi ci va a gennaio 2027 potrebbe essere molto pesante.
Per le pensioni anticipate ordinarie occorre ricordare pure che c’è una finestra di tre mesi tra la maturazione del diritto alla pensione e la decorrenza del trattamento. Devono passare tre mesi da quando si maturano i requisiti dei 42,10 o 41,10 anni di versamenti e quando si prende effettivamente il primo rateo di pensione. Questo significa che anche chi completa la carriera giusta da settembre 2026 a dicembre 2026, finendo come decorrenza nel 2027, subirà le nuove regole di calcolo più penalizzanti.
I coefficienti 2025-2026



