Uscire prima dal mondo del lavoro, andare prima in pensione e mettersi a riposo senza dover aspettare l’età pensionabile. Un sogno direbbe qualcuno. Invece è realtà anche in un sistema previdenziale molto rigido come è quello italiano ancora troppo legato alla riforma Fornero. Ecco alcune deroghe che si possono sfruttare per un concreto taglio di età e contributi per le pensioni anticipate.
Pensioni anticipate: lo sai che i tuoi contributi valgono di più e che hai sconti sull’età?
Contributi che valgono di più oppure tagli sull’età pensionabile di uscita. Sono queste le cose che interessano molti contribuenti oggi. E sono cose che l’INPS permette di fare naturalmente. Ai contributivi puri, per esempio, vengono concessi sconti sull’età di uscita per tutte e tre le misure specifiche loro dedicate. Ma si tratta solo di lavoratrici che sono diventate madri nella loro vita. Sono tre le misure particolari che riguardano coloro i quali sono privi di versamenti al 31 dicembre 1995. La pensione a 71 anni con solo 5 anni di contributi per esempio.
Questa misura si chiama pensione di vecchiaia contributiva. Poi c’è la pensione di vecchiaia ordinaria, che riguarda anche tutti gli altri contribuenti. Ma che per quanto riguarda i contributivi puri ha un requisito aggiuntivo rispetto ai soliti 67 anni di età anagrafica e 20 anni di età contributiva. Bisogna infatti raggiungere di pensione, un importo non inferiore all’assegno sociale che per intenderci, nel 2026 è pari a 546,24 euro al mese. Infine, c’è la pensione anticipata contributiva, che si centra con 64 anni di età e 20 anni di versamenti.
Ma a condizione che l’importo della pensione sia pari all’assegno sociale moltiplicato per 3. Le prime deroghe di cui parliamo sono quelle per le lavoratrici madri. Infatti, per loro la pensione anticipata contributiva si centra raggiungendo un importo pari all’assegno sociale moltiplicato per 2,8 volte in presenza di un solo figlio avuto. Oppure moltiplicato per 2,6 volte se i figli avuti sono di più di uno. E per tutte e tre le misure prima descritte, sempre le lavoratrici madri hanno la possibilità di anticipare l’uscita come età anagrafica. Come? Ogni figlio avuto vale 4 mesi di sconto. Due figli, quindi, anticipano la pensione di 8 mesi, tre figli di 12 mesi e quattro o più figli di 16 mesi. Fino a 16 mesi prima di compiere 64 anni per le anticipate contributive, 67 anni per le pensioni di vecchiaia ordinarie e 71 anni per le pensioni di vecchiaia contributive.
Ecco gli altri sconti e le altre deroghe in essere
Altri sconti esistono e sono sui contributi da versare. Per esempio, ogni anno di lavoro svolto dai contributivi puri prima dei 18 anni di età garantisce un extra valore a questi contributi. Valgono infatti 1,5 volte. Due anni di lavoro prima dei 18 anni di età in pratica permettono di raggiungere i 20 anni di versamenti anche dopo una carriera effettiva di 19 anni. Per tutti i contribuenti poi c’è la possibilità di recuperare fino a 5 anni di versamenti contributivi figurativi per i periodi di lavoro svolti dopo il riconoscimento dell’invalidità civile.
Infatti, ci sono 2 mesi di figurativi per ogni anno di lavoro svolto dopo essere stati riconosciuti invalidi civili in misura non inferiore al 74%. Tornando all’età di uscita, ultimo sconto previsto è quello per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti. Per loro c’è la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età e non a 67 anni. Purché però ci siano almeno 30 anni di versamenti e tutti effettivi da lavoro.



