Modello 730 a debito, come pagare a rate e in quante rate

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di: Giacomo Mazzarella

Modello 730 a debito.

Non sempre un modello 730 si chiude con un credito di imposta e con un rimborso da ricevere in busta paga o nel cedolino di pensione o direttamente dall’Agenzia delle Entrate. A volte, come logica vuole vista la natura del modello 730 che è quella di completare il versamento delle imposte, la dichiarazione finisce a debito. Chi nel corso dell’anno di imposta che per il modello 730/2026 è il 2025, ha versato meno imposte di quanto doveva, con il modello 730 deve provvedere.

In base alla tipologia di presentazione della dichiarazione, cambiano le modalità di versamento delle risultanze a debito del modello 730. Ma a prescindere da tutto questo, una cosa è ammessa per tutti i contribuenti con modello 730 a debito. La possibilità di ratizzare il dovuto.

Come funziona la dichiarazione dei redditi con e senza sostituto

Chi presenta il modello 730 può terminare la dichiarazione dei redditi in due modi. O finisce a credito, e cioè, deve ricevere un rimborso perché ha versato più imposte di quante doveva o perché ha da recuperare detrazioni per spese e oneri vari come previsti dal TUIR. Oppure finisce a debito, perché ha versato meno del dovuto l’anno precedente. Il modello 730 si può presentare con o senza sostituto di imposta. QUesto soggetto non è altro che il datore di lavoro per i dipendenti, o l’ente pensionistico per i pensionati.

Un soggetto terzo che si frappone tra fisco e cittadino per completare le procedure fiscali. Trattenendo l’IRPEF e le addizionali mentre vengono erogate le pensioni o vengono liquidati gli stipendi, come accade durante tutto l’anno di imposta. Oppure erogando le eccedenze a credito e i bonus. Chi utilizza il modello 730 con sostituto, nel caso dei rimborsi, riceve, nei mesi prestabiliti ed in base a quando ha presentato il modello 730, ciò che deve direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione.

La stessa cosa accade al contrario. Se c’è un debito da modello 730 questo viene prelevato direttamente in busta paga o nel rateo di pensione dal sostituto che poi lo versa all’Agenzia delle Entrate. Senza sostituto di imposta chi deve recuperare il rimborso lo fa direttamente con l’Agenzia delle Entrate in genere a dicembre. Con bonifico sul conto corrente o con assegno vidimato. Se invece deve versare il debito da modello 730, lo fa con modello di pagamento F24.

Modello 730 a debito, come pagare a rate e in quante rate

E se il debito da modello 730 è troppo elevato o se il contribuente non ha le capacità economiche per far fronte tutto insieme al versamento del debito? In questo caso, ecco che si può scegliere la rateizzazione. Il meccanismo è semplice. Se si usa il datore di lavoro come sostituto, si possono versare le imposte (saldo 2025 e primo acconto) fino a massimo 6 rate mensili a partire da luglio ma solo se si presenta la dichiarazione dei redditi entro giugno. Altrimenti, per ovvie questioni temporali, le rate si assottigliano scendendo a 5, 4, 3 e così via dicendo.

Va ricordato che il secondo acconto IRPEF si versa solo ed esclusivamente in unica soluzione a novembre e quindi non può essere rateizzato. Nel caso dei pensionati, le rate partendo da agosto in ogni caso, non possono essere più di 5. Se invece si usa la via del modello 730 senza sostituto, le rate possono diventare 7, e il debito come detto si paga con F24.

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