Dall’INPS una pensione prima dei 67 anni, ecco tutte le possibilità dalla A alla Z

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni INPS

Adesso tanti contribuenti cercano soluzioni per andare in pensione prima di aver compiuto 67 anni di età. Nel 2027 ci saranno contribuenti che cercheranno soluzioni per andarci prima dei 67 anni e un mese di età. Perché nel 2027 è già previsto un aumento dei requisiti per la pensione come ha confermato l’INPS già con una circolare che recepisce le direttive dei legislatori. Andare in pensione con l’INPS prima di aver raggiunto l’età pensionabile è possibile. E le vie sono diverse. Ecco come fare ad anticipare la quiescenza prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

In pensione prima dei 67 anni, tutte le possibilità offerte dall’INPS

Andare in pensione prima dei 67 anni di fatto significa ottenere una uscita anticipata dal mondo del lavoro. Diverse le possibilità. In alcuni casi sono vere e proprie pensioni anticipate mentre in altri casi dall’INPS si ottiene una sorta di assegno di accompagnamento alla pensione. Resta il fatto che con una via o con l’altra le cose non cambiano. E si tratta sempre di abbandonare il lavoro prima di aver raggiunto l’età pensionabile che come ormai è noto, nei prossimi anni salirà di diversi mesi in maniera progressiva.

Le misure di pensionamento anticipato prima dei 67 anni di età

Nel novero delle misure che permettono uscite anticipate prima dei 67 anni di età rientrano sicuramente le due misure che non prevedono vincoli anagrafici. Le due misure sono la pensione anticipata ordinaria e la quota 41 precoci. Nel primo caso, i requisiti sono:

  • Almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti contributivi a qualsiasi titolo se l’interessato è uomo;
  • Almeno 41 anni e 10 mesi di versamenti contributivi a qualsiasi titolo se l’interessata è donna.

Per la quota 41, fermo restando che serve rientrare in una delle categorie previste che sono sempre i caregivers, gli invalidi, i disoccupati e gli addetti ai lavori gravosi, i requisiti sono:

  • Almeno 41 anni di contributi versati;
  • Almeno 12 mesi versati anche discontinuamente prima dei 19 anni di età.

Altre misure che consentono l’anticipo hanno dei limiti anagrafici. Pensiamo alla pensione anticipata contributiva per esempio. In questo caso occorrono:

  • Almeno 64 anni di età;
  • Almeno 20 anni di versamenti;
  • Primo accredito contributivo successivo al 1995.

Per la pensione anticipata contributiva però la pensione non deve essere inferiore ad un determinato importo per essere erogata. Nello specifico la pensione deve essere pari o superiore a:

  • 3 volte l’assegno sociale;
  • 2,8 volte l’assegno sociale per donne con un figlio avuto nella vita;
  • 2,6 volte l’assegno sociale per donne con più di un figlio avuto nella vita.

Se il contribuente ha una invalidità specifica per il lavoro che svolge secondo la legge 222 del 1984, le uscite anticipate sono molto più favorevoli. Infatti, i requisiti sono:

  • Invalidità pensionabile all’80% almeno;
  • Almeno 61 anni di età per gli uomini;
  • Almeno 56 anni di età per le donne;
  • Minimo 20 anni di contributi a qualsiasi titolo versati.

Possibile uscire prima dal lavoro se si svolgono delle attività lavorative che rientrano del DLGS 67 del 2011. Parliamo delle attività lavorative usuranti. I requisiti di uscita in questo caso sono:

  • Almeno 61 anni e 7 mesi di età;
  • Almeno 35 anni di versamenti contributivi;
  • Attività lavorativa usurante svolta per la metà della vita lavorativa o per 7 degli ultimi 10 anni di carriera;
  • Quota 97,6 completata.

Le misure con diritto cristallizzato, le deroghe e le variabili

Ai requisiti delle pensioni prima citate si applicano spesso deroghe e salvaguardie. Così, per esempio, chi svolge un lavoro gravoso o usurante ed ha maturato almeno 30 anni di versamenti, può anticipare l’uscita a 66 anni e 7 mesi di età. L’aumento dei requisiti fin da quelli del 2019 non si applicano per loro.

Chi ha svolto un lavoro prima dei 18 anni di età ha diritto ad un extra valore dei suoi contributi versati. Infatti, valgono 1,5 volte i contributi versati sotto la maggiore età ma solo per chi ha iniziato a lavorare o a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995. Per chi lavora da invalido, i contributi versati valgono 2 mesi in più per ogni anno di lavoro svolto dopo il verbale di riconoscimento dell’invalidità civile.

Per le pensioni anticipate e di vecchiaia nel sistema contributivo, per le lavoratrici madri ogni figlio avuto dà diritto a 4 mesi di sconto sull’età delle varie misure e si può arrivare fino a 16 mesi di sconto complessivo. Misure come opzione donna, quota 103 o le precedenti quota 100 e quota 102 hanno il diritto cristallizzato. Significa che anche se sono misure ormai cessate, chi ha maturato il diritto quando le misure erano in vigore, può ancora oggi sfruttarlo. Per esempio, chi entro la fine del 2025 ha completato 62 anni di età e 41 anni di versamenti, può accedere alla pensione di quota 103 anche quest’anno o nei prossimi anni.

Gli scivoli di accompagnamento alla quiescenza

Quelle prima descritte sono a tutti gli effetti misure di pensionamento anticipato che permettono di andare in pensione prima de compimento dell’età pensionabile. Poi ci sono misure che invece accompagnano alla pensione. Erogando un trattamento a termine fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Per esempio, caregivers, invalidi, disoccupati e addetti ai lavori gravosi possono avere diritto all’Ape sociale. Una misura che non è detto resti attiva nel 2027. Però ad oggi la misura funziona e consente il pensionamento a chi rientra in quelle categorie appena citate se matura i seguenti requisiti:

  • 63,5 anni di età minima;
  • 36 anni di contributi versati per gli addetti ai lavori gravosi;
  • 30 anni di contributi versati per invalidi, disoccupati e caregivers.

La misura si prende fino ai 67 anni di età o all’età pensionabile vigente nei prossimi anni. Un altro scivolo che accompagna alla pensione, con un assegno pagato dall’INPS ma stavolta finanziato dalle aziende è l’Isopensione. La misura introdotta dalla legge Fornero nel 2012 riguarda aziende che occupano mediamente più di 15 dipendenti. Queste aziende possono sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali per accompagnare all’uscita i lavoratori che si trovano a 7 anni dal raggiungimento dell’età pensionabile o da completamento della carriera utile alle pensioni anticipate ordinarie.

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