Come andare in pensione con 15 anni di contributi: ecco le deroghe

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni un anno dopo per colpa del mese di aumento dell'età da 67 a 67,1 anni

Servono 20 anni di contributi minimo per arrivare a centrare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Ma andare in pensione senza i 20 anni di versamenti, magari con solo 15 anni di contributi è possibile. Lo era di più in passato ma le tre deroghe Amato sono ancora attive anche se in alcuni casi poco utilizzabili. Per i lavoratori discontinui, cioè coloro che non hanno avuto per diversi anni di carriera un lavoro stabile, esiste una soluzione praticabile. Si tratta della terza deroga Amato. Ecco in sintesi come funziona.

Come andare in pensione con 15 anni di contributi: ecco le deroghe

La pensione di vecchiaia a 67 anni si può centrare con almeno 20 anni di versamenti o con 15 anni rientrando nelle deroghe Amato. Ormai le prime due sono poco utili visti i tempi. Perché per la prima deroga Amato serve aver raggiunto almeno 15 anni di versamenti al 31 dicembre 1992. Sembra improbabile trovare contribuenti che hanno 15 anni di versamenti completati entro la fine del 1992 e che adesso si trovano ad arrivare a 67 anni senza aver più lavorato. L’altra deroga è simile. Basta essere stati autorizzati ai versamenti volontari dall’INPS, sempre entro la fine del 1992. E pure se si è rimasti alla semplice autorizzazione senza aver dato luogo a nessun pagamento dei contributi volontari.

La terza deroga invece è più fattibile, essendo destinata, come dicevamo in premessa, ai lavoratori discontinui. Che possono andare a riposo con 15 anni di contributi ma con pensione collegata al possesso di determinati altri requisiti.

I lavoratori discontinui e le deroghe

Lo status di lavoratore discontinuo per la pensione con 15 anni di contributi con la terza deroga Amato si centra con almeno 10 anni di carriera coperti da meno di 52 settimane di versamenti. Il primo requisito infatti è proprio il possesso nel proprio estratto conto contributivo, di almeno 10 anni trascorsi con contributi che non coprono l’anno intero. L’altro requisito è l’anzianità di iscrizione che deve essere vecchia di almeno 25 anni. Ma oggi per ovvie ragioni temporali, questi 25 anni sono diventati di più. Perché il terzo requisito prevede che l’interessato sia in possesso di una iscrizione antecedente il 1996. Serve aver versato il primo di questi 15 anni di contributi, prima della riforma contributiva delle pensioni. Confermiamo quindi la possibilità di accedere alla pensione con 15 anni di contributi di cui almeno 10 anni con coperture inferiori alle 52 settimane. E solo per chi rientra nel sistema misto e sempre a 67 anni di età come per le pensioni di vecchiaia.

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