Assume sempre più rilevanza il lavoro del caregivers familiare. Rimasto sempre in una sorta di limbo, questo genere di attività ha avuto sempre poco riconoscimento e poche tutele. Adesso l’inversione di tendenza. Da qualche anno il caregivers, per esempio, può avere accesso a canali preferenziali per andare in pensione. Lo status di caregiver, per esempio, consentiva l’accesso ad opzione donna e consente ancora l’accesso a misure come la quota 41 per i precoci e l’Ape sociale. Ma al caregiver interessano anche aiuti economici, bonus ed emolumenti economici visto che assistere un familiare disabile grave è un impegno che a volte costringe gli interessati a sacrificare lavoro e retribuzioni ben oltre i 3 giorni di permesso mensili che per esempio possono sfruttare i dipendenti con la legge 104. C’è bisogno di più.
Bonus ai caregivers di familiari invalidi: 4.800 euro, di cosa si tratta?
L’introduzione di un vero sostegno per familiari di un disabile che hanno la funzione del caregiver è un progetto da tempo avviato che potrebbe presto prendere i natali. Incastonato da tempo in Parlamento, potrebbe partire nel 2027. Il bonus caregivers di cui si sente tanto parlare, nasce con l’articolo 13 del DDL numero 2789. Parliamo del disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari. Che dovrebbe partire nel 2027 dopo che il provvedimento avrà superato tutti gli step parlamentari. E al riguardo va rilevata una modifica all’impianto iniziale che allarga il perimetro dei potenziali aventi diritto.
Il DDL numero 2789 e cosa produce
A partire dal 2027 potrebbe nascere il nuovo contributo statale per caregivers ma solo se l’interessato svolge davvero il ruolo del caregiver. Perché vengono stabiliti dei criteri utili al via libera al bonus. Criteri che partono per esempio dalle ore settimanali di attività da caregiver svolte che dovrebbero essere pari a 91 ore. Nasce anche il piano “Progetto Assistenziale Individuale”, cioè un quadro dettagliato del fabbisogno assistenziale dell’invalido che tira dentro medici, infermieri, fisioterapisti ed assistenti sociali. In modo tale da comprendere il livello di bisogno dell’invalido e prevedere l’eventuale necessità di un caregiver familiare.
Che deve essere quello che in famiglia effettivamente ed oggettivamente dimostra di essere quello più applicato nell’assistenza. Naturalmente essendo un aiuto di Stato si guarda anche a requisiti patrimoniali e reddituali. L’ISEE, infatti, è necessario ed è importante rientrare nei limiti prefissati. Che proprio alla luce del già citato correttivo in Commissione, è stato esteso per abbracciare una più ampia platea.
Importi, cifre, limiti ISEE e altri requisiti per il nuovo bonus ai caregivers di familiari invalidi
Per ottenere il contributo adesso si parla di ISEE fino a 25.000 euro, ben più alto della soglia iniziale che era fissata a 15.000 euro e che correva il rischio di tagliare fuori una gran parte dei potenziali aventi diritto. Il caregiver inoltre deve essere privo di lavoro o se ne ha uno, deve ottenere da quel lavoro un reddito non superiore a 3.000 euro annui al lordo delle tasse. Dal punto di vista dei soldi che finirebbero nelle tasche del caregiver, il contributo vale 400 euro al mese con pagamenti trimestrali da 1.200 euro e in totale 4.800 euro annui.
Sulle cifre però come sempre accade con misure di questo genere finanziate e coperte di volta in volta, molto dipende dal numero dei richiedenti, dal numero dei beneficiari e dalle risorse disponibili. Le ultime notizie prevedono che l’importo pieno da 1.200 euro a trimestre finisca nelle tasche dei caregiver con ISEE fino a 15.000 euro mentre da 15.001 a 25.000 euro il contributo sarà a scalare in misura progressiva.
Il Disegno di Legge 2789 del 6 febbraio 2026 in PDF



