L’Assegno Unico e Universale sui figli a carico è la misura che consente alle famiglie con figli di godere di una somma mensile commisurata al numero di figli, alla tipologia di figli, alla loro età e alla situazione reddituale, patrimoniale e lavorativa dei genitori. Una misura che da quando è stata introdotta (dal mese di marzo del 2022) ha preso il posto di diverse altre misure precedentemente attive che rientravano nelle misure definite di welfare per le famiglie. Basti pensare che dal varo dell’AUU (acronimo di Assegno Unico Universale), sono spariti i bonus bebè, gli assegni familiari sui figli e così via dicendo. Ma come funziona l’AUU e chi può goderne?
Assegno Unico e Universale figli a carico, la guida
Una misura unica e universale, e sono definizioni che fanno ben comprendere il perimetro della misura stessa. Perché è destinata a famiglie di lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, disoccupati, titolari di sussidi e così via. Unica perché se prendi l’Assegno Unico e Universale non hai diritto, per esempio, agli ANF o alle detrazioni sui figli a carico. La misura può essere chiesta da uno dei due genitori e si può scegliere se prendere l’Assegno Unico intero o dividerlo al 50% con l’altro genitore. Tutto lasciato alla libera scelta della famiglia. Per i figli maggiorenni dentro il perimetro dell’Assegno Unico, c’è anche la possibilità di farlo prendere al figlio stesso, ovvero sul suo conto corrente o carta prepagata munita di Iban.
La guida alla domanda di Assegno Unico, ecco come funziona
Per presentare la domanda la procedura è sempre quella digitale che passa dal sito istituzionale dell’INPS. Bisogna collegarsi con lo SPID, la CIE o la CNS e compilare i form che la procedura prevede. Oppure bisogna farsi assistere da Patronati e CAF. Ma sempre con la medesima procedura delegando questi intermediari.
Per ottenere l’Assegno Unico non è strettamente necessario avere un ISEE in corso di validità. Infatti, basta fare domanda. L’ISEE però diventa fondamentale per determinare l’importo spettante. L’AUU si prende su tutti i figli a carico, fino alla maggiore età senza problemi particolari. Per i figli di età compresa tra i 18 compiuti ed i 21 da compiere, l’AUU si prende solo se il figlio studia, è disoccupato, svolge il servizio civile oppure se svolge stage e tirocini lavoro con redditi al di sotto di 8.000 euro annui.
ISEE importante anche se non necessario
Ricapitolando, l’ISEE non seve per il diritto all’Assegno Unico e Universale, ma è necessario per commisurare l’importo spettante al proprio reddito e patrimonio. Perché più alto è l’ISEE dopo una soglia limite, più basso è l’Assegno percepito. Fino ad arrivare alla somma minima prevista per chi ha un ISEE sopra un determinato limite o per chi un ISEE non lo ha proprio. Infatti, oggi l’Assegno Unico vale 203,80 euro al mese per figlio, ma solo per le famiglie che hanno un ISEE sotto 17.468,51 euro. Per chi ha un ISEE più alto l’importo mensile scende fino ad arrivare come detto alla soglia minima di 58,30 euro al mese con ISEE sopra 46.582,71 euro o senza ISEE.
Importi base e maggiorazioni per l’Assegno Unico e Universale sui figli a carico
Gli importi prima indicati sono quelli base. Poi ci sono le maggiorazioni che riguardano l’età dei figli, il loro numero, eventuali invalidità e la situazione familiare e lavorativa dei genitori. C’è per esempio l’aumento di 150 euro dell’importo complessivo per le famiglie con almeno 4 figli, oppure c’è la maggiorazione per le madri sotto i 21 anni. Maggiorazioni anche in presenza di genitori entrambi lavoratori ed aumento del 50% del valore base dell’AUU per i figli sotto l’anno di età. Infine, maggiorazioni anche per le famiglie che hanno figli invalidi e non autosufficienti.



