Alimenti non solo all’ex coniuge: si versano pure ai genitori o ai suoceri

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di: Giacomo Mazzarella

Alimenti anche a genitori e suoceri

Il mantenimento e gli alimenti sono due cose che possono sembrare identiche a tal punto che molti le confondono. Eppure, parliamo di due cose ben distinte e separate. Il mantenimento si passa per esempio all’ex coniuge affinché a quest’ultimo venga garantito il tenore di vita che aveva fino a prima della separazione o del divorzio. Gli alimenti invece sono un’altra cosa. Sono infatti delle cifre che devono garantire a chi li riceve, il sostentamento ed i suoi fabbisogni primari.

La differenza è sostanziale e serve per capire il perché secondo il principio della solidarietà familiare, gli alimenti possono essere dovuti da figlio a padre, o da nuora a suocera e così via dicendo.

Naturalmente parliamo di casi limite e dentro specifiche caratteristiche. Ma il Codice Civile al riguardo è abbastanza chiaro. Gli alimenti possono essere dovuti anche per un genitore.

Ecco quando gli alimenti li deve pagare il figlio ai genitori o ai suoceri

Chi pensava che la richiesta degli alimenti potesse chiederla solo il proprio ex coniuge è fuori strada. Secondo i dettami dell’articolo numero 433 del Codice Civile, infatti, l’obbligo di versare gli alimenti ricade naturalmente sul coniuge. Ma poi a cascata ricade in ordine di principio, sui figli e i discendenti prossimi, sui genitori e gli ascendenti prossimi, sui generi o le nuore, sui suoceri e le suocere, sui fratelli germani e poi unilaterali.

L’apparato normativo prevede quindi che secondo il principio della solidarietà familiare, un soggetto che ha bisogno di sostentamento può chiedere gli alimenti in primo luogo all’ex coniuge. In assenza di questo, può chiederli ai figli, in assenza di figli ai genitori e così via secondo l’ordine prima enunciato.

I casi della vita sono strani, ecco perché

Comunicare ad una nuora che sua suocera può arrivare a chiedere a lei gli alimenti sicuramente è qualcosa da far perdere il sonno. Ma lasciando da parte luoghi comuni che parlano di nuore e suocere come cani e gatti, l’argomento è più serio di quanto ci si immagini.

Un soggetto che dimostra di non avere i mezzi per vivere e che dimostra di avere bisogno di sostentamento può chiedere aiuto. E sotto forma di alimenti, ai familiari prima descritti. E se il giudice a cui si rivolge il soggetto bisognoso di aiuto lo conferma, gli alimenti vanno versati.

Naturalmente non basta una semplice richiesta senza che ci siano prove sulla veridicità della richiesta stessa. Bisogna comprendere che l’interessato agli alimenti, cioè chi deve riceverli, deve versare in un evidente stato di bisogno a tal punto da non essere in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Il reddito e il patrimonio del diretto interessato devono essere talmente bassi da non riuscire a soddisfare i fabbisogni principali di un individuo. Dentro il novero delle cose che si considerano fondamentali c’è il tetto sulla testa, ci sono i beni alimentari, ma anche l’abbigliamento, le cure mediche e l’assistenza.

In parole povere, se la persona è per esempio anziana o invalida e con i soldi della sua pensione dimostra di non poter vivere sufficientemente bene, gli alimenti li può chiedere. Anche se non riesce a pagare una badane, ove risultasse che la badante è fondamentale per il diretto interessato, ci devono pensare i familiari nell0rdine già citato.

 

 

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