Una tassa sui rifiuti, che serve alle amministrazioni per finanziare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, questa è la Tari. Una tassa che pagano annualmente le famiglie al proprio Comune di residenza. E fin qui nulla di strano. Ma sulla Tari e quindi sulla tassa sui rifiuti alcune novità vanno ben comprese. Perché cambiano le solite tempistiche relative alla tassa e cambiano alcune regole per determinare il corrispettivo che devono versare le famiglie.
Tassa sui rifiuti, novità 2026: cambiano calcoli e scadenze sulla Tari
Novità importanti in materia di tassa sui rifiuti in questo 2026. Infatti, sulla Tari alcune novità sono state introdotte e finiranno con il sortire i loro effetti adesso che gli italiani saranno chiamati alla cassa, ovvero a pagare la tassa. La prassi ogni anno prevedeva che entro il 30 aprile un Comune si dotasse del regolamento e stabilisse le tariffe da chiedere per il versamento della Tari da parte dei suoi concittadini.
L’Amministrazione Comunale deve infatti stabilire annualmente le tariffe e deve confermare, modificare o cambiare il regolamento. Ciò che cambia è il termine ultimo entro cui il Comune adesso deve mettersi in regola con questi obblighi. Dal 30 aprile si passa al 31 luglio.
Ben tre mesi in più di tempo dato alle amministrazioni e quindi, probabilmente il pagamento della tassa in alcune zone dello Stivale potrebbe essere posticipato. Ma il rischio è che gli avvisi di pagamento per la tassa sui rifiuti, arrivino con le tariffe basate sul vecchio regolamento e non sul nuovo. Producendo a cascata un problema abbastanza serio, cioè pagamenti in acconto e successivi conguagli a saldo che potrebbero essere, nel caso di aumento delle tariffe, un autentico salasso.
Cosa cambia sulla Tari e tutte le informazioni utili
Le tempistiche dicevamo, che per la Tari non sono universali nel senso che da Comune a Comune cambiano in tutta Italia. Il calendario dei pagamenti è lasciato alla libera scelta del Comune. Così come per il contribuente in genere l’importante è che il saldo della tassa sui rifiuti venga pagato entro la fine dell’anno in cui gli avvisi di pagamento arrivano.
Il posticipare le scadenze per i Comuni produrrà dei ritardi come detto prima, soprattutto per i Comuni che adottano la linea del pagamento fino a 4 rate per i contribuenti. Se gli avvisi arrivano troppo tardi nell’anno, la possibilità di pagare a rate ma sempre entro la fine dell’anno, si riduce drasticamente.
Ma le novità sono anche altre e stavolta riguardano da vicino le famiglie e i soggetti che sono tenuti a versare la tassa sui rifiuti. Arera, ovvero l’Autorità di regolazione energia reti e ambiente, ha introdotto un nuovo meccanismo tariffario che proprio dal 2026 sarà in vigore e così fino al 2029.
Tassa sui rifiuti, novità 2026 anche sul calcolo e bonus sempre attivi
Il nuovo piano tariffario va nella direzione di tutelare i cittadini imponendo alle amministrazioni comunali di dotarsi di tariffe in linea con la spesa che effettivamente sostengono per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, a partire dal costo per smaltire una singola tonnellata di rifiuti e per finire alla quantità dei rifiuti mediamente smaltiti e raccolti in quel determinato Comune. Lo hanno ribattezzato fabbisogno standard che diventa il nuovo parametro per commisurare la tariffa da applicare.
Restano comunque fissi gli altri parametri di calcolo della Tari che una famiglia deve versare. Perché resta il meccanismo collegato in primo luogo alle caratteristiche della casa, dalla metratura ai vani e al suo utilizzo. Che nello specifico è detta quota fissa della Tari. E poi resta la variabilità di tariffa (quota variabile) basata sul numero dei componenti la famiglia. Sempre in base alla famiglia, va ricordato che ormai da anni è in vigore il bonus sociale anche sulla tassa sui rifiuti.
Uno sconto offerto alle famiglie con un ISEE basso. Una agevolazione per la quale non servono domande ma basta aggiornare il proprio ISEE rendendolo in corso di validità presentando la nuova DSU. L’ISEE non deve superare 9.796 euro o per le famiglie che hanno almeno 4 figli al loro interno, 20.000 euro.



