Il Superbonus al 110% e i controlli dell’Agenzia delle Entrate, ecco chi rischia

Immagine di di: Giacomo Mazzarella

di: Giacomo Mazzarella

Superbonus

Il Superbonus al 110% è tornato di stretta attualità per le polemiche che si sono accese dopo i dati Istat che hanno segnalato il rapporto deficit-Pil italiano al 3,1%, cioè oltre la soglia del 3% che di fatto porta ancora dentro la procedura di infrazione UE il nostro Paese. Con freno a mano tirato per le prossime politiche del governo che non avrà una mano decisamente più libera per procedere con la spesa pubblica. La colpa è del Superbonus 110% e dell’elevata spesa che ha prodotto per l’erario, questa l’accusa che si è levata dalla maggioranza del governo dopo la notizia dei dati Istat.

Un Superbonus che però le opposizioni, soprattutto quelle del Movimento 5 Stelle, difendono. Nel frattempo, sul Superbonus ecco continuare imperterrita la macchina dei controlli da parte del Fisco. Con l’Agenzia delle Entrate che continua a trovare contribuenti rei di aver sistemato casa, ma senza segnalare al catasto alcune cose. Con ricadute che vanno ben oltre la semplice lettera di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il Superbonus al 110% e i controlli dell’Agenzia delle Entrate, ecco chi rischia

Chi ha sistemato casa grazie al Superbonus 110% se gli interventi avessero migliorato l’immobile, avrebbe dovuto fare un passaggio in più rispetto alla semplice segnalazione di chiusura dei lavori. Se l’immobile a seguito dei lavori del Superbonus ha cambiato classe, ha cambiato consistenza o ha cambiato rendita catastale, nulla è avvenuto in automatico.

Bisognava intervenire autonomamente da parte dei beneficiari del Superbonus. Perché i miglioramenti dell’immobile da questi punti di vista oltre a generare un miglior valore di mercato della casa, hanno generato un maggior valore ai fini fiscali della casa stessa.

Cosa significa? Che sull’immobile gli interessati dovevano provvedere alle rettifiche catastali, con l’aggiornamento dei dati e con le opportune richieste, magari tramite un tecnico, da presentare. Adesso l’Agenzia delle Entrate incrociando i dati quando trova un contribuente che per codice fiscale rientra tra i beneficiari del Superbonus 110% con interventi ingenti sull’immobile, chiede chiarimenti al contribuente.

Dalle lettere di compliance ai rischi successivi

Per il momento nulla di pericoloso. Si tratta infatti di lettere di compliance come si dice in questi casi. L’Agenzia delle Entrate segnalando la presunta anomalia chiede ai contribuenti di chiarire e se è il caso, di correggere l’anomalia. Nello specifico dei lavori da Superbonus, può chiedere quindi che gli interessati adeguino i loro immobili a livello catastale, alle modifiche sopraggiunte.

Come detto, dopo i lavori è probabile che un immobile abbia visto incrementare il valore della casa, ma non solo a livello di mercato, perché se il valore della casa è cresciuto, lo deve essere anche a livello di rendita catastale o di categoria catastale. Prima si sistema la situazione meglio è.

Perché in effetti la rendita catastale incide sulle imposte che si pagano sulla casa, a partire dall’IMU e per finire con l’IRPEF. Una rendita catastale non aggiornata significa che il contribuente ha pagato negli anni meno IRPEF e meno IMU e naturalmente se l’anomalia perdura, si continuerà a pagare le imposte in maniera errata. Aumentando il debito eventuale che poi prima o poi andrà saldato.

Oltretutto anche l’ISEE ha negli immobili una voce non secondaria. E prendere dei benefici, dei bonus e delle agevolazioni in virtù di un ISEE errato, può eventualmente in sede di controllo, portare a dover restituire le agevolazioni precedentemente fruite.

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest