La rottamazione delle cartelle è una tipica sanatoria che i governi di tanto in tanto introducono. Ne è esempio quella introdotta nel 2026 da parte del governo Meloni e che ha visto la scadenza della prima rata da pagare lo scorso 31 luglio. Gli interventi di questo genere si ripetono di anno in anno e a volte cambiano struttura come, per esempio, fu qualche anno fa il provvedimento di saldo e stralcio. Ma a prescindere da sanatorie e rottamazioni, che spesso sono limitate solo a determinate cartelle (quella del 2026 per esempio non prevedeva sanatoria per i tributi locali, ndr) o a determinati periodi (sempre la 2026 solo le cartelle affidate all’Ader entro il 31 dicembre 2023, ndr) esiste anche la rateizzazione ordinaria. Che per certi versi è più facile da sfruttare ed ha periodi di dilazione più lunghi.
Cartelle esattoriali: rate al posto di rottamazione e sanatorie
Come detto la rottamazione delle cartelle spesso e volentieri si ferma solo a determinati debiti. Finendo con il generare due diverse situazioni. La prima è quella del contribuente che decide di non aderire alla rottamazione perché non chiuderebbe tutti i suoi debiti. La seconda è quella di chi comunque aderisce, ma per chiudere la partita con l’intera generalità dei debiti deve provvedere a fare altro. Ed in questi due diversi scenari la risposta è univoca. Si chiama rateizzazione ordinaria. Inutile dire che con questo strumento, sempre disponibile e senza scadenze, l’interessato può pagare a rate.
Rate e richieste, come fare sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione?
La rateizzazione ordinaria si può chiedere in qualsiasi momento anche da soli accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Ed a procedura ultimata si ricevono via e-mail l’accettazione della richiesta e i primi 12 bollettini da pagare. L’accesso è come sempre con le credenziali del sistema pubblico di identità digitale. Lo SPID per esempio, ma anche la CIE o la CNS.
Naturalmente non ci sono sconti su sanzioni e interessi. Anzi, vengono caricati interessi di dilazione che aumentano il debito. Ma il piano di rateizzazione che si può ottenere è molto lungo. In effetti per importi complessivi di debito fino a 120.000 euro, basta una semplice richiesta si può ottenere un piano fino a 84 rate mensili. E se la situazione economica del richiedente è precaria con tanto di prove di questa precarietà (ISEE, redditi, bilanci), si possono ottenere fino a 120 rate mensili. Le rate sono mensili e non possono mai essere inferiori a 50 euro cadauna.



