Se a livello politico la sicurezza è argomento centrale e sarà sicuramente al centro della prossima e imminente campagna elettorale per le politiche 2027, chi davvero ha a cuore la sicurezza sono i cittadini. Furti negli appartamenti, risse in strada, scippi, caos soprattutto nelle grandi città e chi più ne ha più ne metta. La sicurezza che la maggioranza del governo da sempre ha deciso di utilizzare per la loro politica adesso è diventata arma di polemica delle opposizioni. Ma lasciando da parte le questioni politiche, come dicevamo la sicurezza sta a cuore ai cittadini. E questi, in quanto contribuenti, possono sfruttare alcune agevolazioni normative volte proprio alla sicurezza. Per esempio, esiste una agevolazione fiscale che si chiama proprio bonus sicurezza. Ma di cosa si tratta?
Le opere di ristrutturazione edilizia con dentro anche gli interventi per sentirsi più sicuri
Esiste tra le varie normative italiane un bonus sicurezza. Di cosa si tratta, cosa prevede, a chi è indirizzato e quali benefici si possono ottenere? Anche nel 2026 c’è attivo il bonus sicurezza. Ma non come qualcuno potrebbe immaginare. Non esistono misure “secche” dedicate alla sicurezza ed al risolvere le problematiche descritte in premessa e che riguardano la stragrande maggioranza dei contribuenti. Quando si parla di bonus sicurezza si parla di una possibilità di intervento aggiuntivo alle classiche detrazioni per ristrutturazione edilizia.
Sono diversi gli interventi agevolabili che rientrano nel campo dei bonus per le ristrutturazioni e che hanno nella sicurezza un fattore. Chi avvia opere di ristrutturazione in casa, su cui poi sfrutta le detrazioni per le opere di ristrutturazione, può sfruttare il vantaggio fiscale anche per questioni di sicurezza.
Bonus sicurezza, ecco le agevolazioni per i cittadini e cosa si recupera
Il bonus sicurezza che entra dentro il contenitore dei bonus edilizi riguarda la messa in opera, l’istallazione e l’acquisto di strumenti finalizzati a ridurre il rischio di subire i tristemente noti atti di terzi che sono furti in appartamento, aggressioni, effrazioni e chi più ne ha più ne metta. Rendere più sicure le abitazioni dei cittadini è l’obiettivo del bonus che rende detraibili anche gli interventi strutturali sugli immobili, che hanno nella sicurezza il fattore principale. Al pari di tutti gli interventi che guardano per esempio al lato ambientale, anche questi sulla sicurezza possono essere detraibili. Interventi sull’immobile quindi e non certo interventi esterni come possono essere i servizi di vigilanza per esempio. Il bonus ristrutturazione, quindi, serve per rendere più sicura la propria casa.
Bonus sicurezza, ecco gli interventi agevolati
Per esempio, si possono sfruttare le agevolazioni fiscali per dotarsi di sistemi di sicurezza quali sono gli antifurto, gli allarmi, le protezioni su porte e finestre, la messa in opera di porte blindate, le tapparelle con sistemi di bloccaggio, i vetri degli infissi antisfondamento, saracinesche, grate, telecamere e così via dicendo. Servono naturalmente quelli che vengono chiamati lavori trainanti, anche se la maggior parte possono essere questi sulla sicurezza. Nello specifico il bonus consente di recuperare il 50% della spesa sostenuta per la prima casa, o il 36% per le spese sostenute per la seconda casa. Il tetto massimo di spesa è quello delle ristrutturazioni edilizie e arriva fino a 96.000 euro. La detrazione si sfrutta in 10 annualità consecutive di dichiarazione dei redditi.



