Taglio IRPEF 2026: stipendi, pensioni e redditi più alti, ecco come

Immagine di di: Giacomo Mazzarella

di: Giacomo Mazzarella

taglio irpef

Il 2025 è stato l’anno del passaggio da quattro a tre scaglioni per l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. In pratica, tassazione sui redditi passata da quattro a tre aliquote. Il 2026 invece è l’anno del taglio all’IRPEF del ceto medio. La riforma dell’IRPEF ha avuto già due passaggi nel corso della corrente legislatura del governo Meloni. Potrà essere considerato sufficiente o meno, fatto sta che l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche che pagano tutti i produttori di reddito, dai lavoratori dipendenti ai lavoratori autonomi, dai pensionati a proprietari di immobili, da due anni a questa parte è stata oggetto di un restyling. Cosa è cambiato davvero?

IRPEF 2025, il passaggio da quattro a tre scaglioni e chi ne ha beneficiato

Abbiamo detto che nel 2025 è stato messo mano all’IRPEF e agli scaglioni IRPEF come li conoscevamo fino ad allora. L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche era e resta una imposta progressiva. In altri termini, l’impatto è a salire, perché più alto è il reddito più alto è l’importo che si paga. Ma solo sulla parte di reddito che eccede il limite dello scaglione precedente. Fino al 2024 questi scaglioni erano 4 ed ognuno aveva una aliquota diversa. Nello specifico:

  • Fino a 15.000 euro di reddito IRPEF al 23%;
  • Da 15.001 a 28.000 euro di reddito IRPEF al 25%;
  • Da 28.001 a 50.000 euro di reddito IRPEF al 35%;
  • Oltre 50.000 euro IRPEF al 43%.

Il passaggio introdotto nel 2025 è stato quello di una riduzione da quattro a tre scaglioni con accorpamento del secondo scaglione nel primo. Nel dettaglio:

  • Fino a 28.000 euro di reddito IRPEF al 23%;
  • Da 28.001 a 50.000 euro di reddito IRPEF al 35%;
  • Oltre 50.000 euro IRPEF al 43%.

Il risultato? Un 2% in meno di imposta sui redditi sopra 28.001 e fino a 50.000 euro. Con ritorno massimo pari a 260 euro, cioè il 2% di 13.000 euro, quelli tra i 15.000 ed i 28.000 euro.

La novità 2026, taglio del secondo scaglione, un favore al ceto medio

Il 2026 ha continuato sulla falsariga dell’anno precedente, con un nuovo taglio del 2%. Siamo al taglio per il ceto medio come si diceva. In pratica i legislatori hanno deciso di tagliare il 2% al secondo scaglione rimasto dopo l’intervento nel 2025.

  • Fino a 28.000 euro di reddito IRPEF al 23%;
  • Da 28.001 a 50.000 euro di reddito IRPEF al 33%;
  • Oltre 50.000 euro IRPEF al 43%.

Cosa significa? Un ritorno in termini di maggiore netto in busta paga o maggiore pensione netta nel cedolino, per chi ha redditi sopra i 28.000 euro. Con 440 euro di recupero massimo, cioè il 2% su 22.000 euro, ovvero della parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro.

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest