Chi ha aderito alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali entro il 31 luglio deve pagare l’unica rata prescelta o la prima rata del piano di dilazione ottenuto. La scadenza utile per pagare i debiti in totale o la prima delle varie rate ottenute è sempre la stessa. A differenza delle rottamazioni precedenti o dei piani di dilazione ordinari che sono sempre richiedibili per le cartelle esattoriali, la rottamazione quinquies è meno elastica. Meno flessibile e con meno tolleranza. Infatti, finire nella decadenza dai benefici della rottamazione delle cartelle esattoriali è tutt’altro che difficile. Bisogna fare bene i compiti a casa, ovvero pagare entro i termini prestabiliti altrimenti sono guai seri.
Rottamazione cartelle: il 31 luglio prima scadenza, ecco le regole per evitare la decadenza
I vantaggi della sanatoria delle cartelle esattoriali meglio nota come rottamazione quinquies sono evidenti. Chi ha delle cartelle che ha inserito nella rottamazione pagherà solo l’importo della tassa o dell’imposta evasa da dove scaturisce la cartella. Perché vengono levate dal conto le sanzioni oltre che gli aggi di riscossione e gli interessi. Decadere dalla rottamazione fa ripiombare il debito alle origini, con dentro proprio le sanzioni, gli interessi e gli aggi. I pagamenti effettuati con la rottamazione prima della decadenza, vengono considerati come acconti sul dovuto.
Con la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali quali regole per la decadenza?
Come detto, la rottamazione quinquies è piuttosto rigida e severa dal punto di vista della decadenza. Basta poco per piombare nella punizione. Le rate ordinarie per esempio, prevedono fino a 8 rate saltate senza cadere nella decadenza dal beneficio. La rottamazione quater, cioè quella precedente questa di oggi, prevedeva la decadenza immediata alla prima scadenza saltata. Ma ogni scadenza del piano prevedeva 5 giorni lavorativi di tolleranza. Oggi la nuova sanatoria prevede la decadenza alla seconda rata saltata. Ma anche se ammesso pagare entro i 5 giorni successivi, dopo aver ritardato una rata, al secondo ritardo scatta la decadenza dal beneficio. Con gli effetti prima descritti del ritorno al debito pieno originario. Ma anche con il ritorno al rischio di azioni esecutive da parte dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, con la domanda di rottamazione le procedure di esecuzione forzata come lo sono i pignoramenti, i fermi amministrativi o le ipoteche, sono stati sospesi. Ma a decadenza sopraggiunta sono tutti eventi che si possono abbattere nuovamente sui decaduti.



