Dall’INPS nuove lettere sui contributi delle badanti: ma è una buona notizia

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di: Giacomo Mazzarella

ricongiunzione e cumulo pensioni

Non ci stancheremo mai di ripeterlo ma è esattamente così. Il lavoro domestico è Stracolmo di problematiche da ogni punto di vista. Si va dalle pratiche completamente illegali dei datori di lavoro che detengono in nero un lavoratore dipendente, alle pratiche parzialmente illecite di lavoratori dipendenti assunti a livelli inferiori oppure con orari di lavoro inferiori a quelli effettivamente svolti.

Ma le problematiche non finiscono certo qui perché per esempio ci sono tanti datori di lavoro, che nel settore domestico come tutti sanno sono gli stessi anziani bisognosi di assistenza o le famiglie che hanno dei lavoratori in servizio, che non versano i contributi previdenziali. Infatti, oltre ad erogare lo stipendio, che deve essere giusto ed in linea con i dettami del CCNL, il datore di lavoro anche nel settore domestico è tenuto al versamento dei contributi previdenziali. I contributi per una lavoratrice sono importanti sicuramente come lo stipendio perché valgono eventuali coperture da disoccupazione INPS nel momento in cui perdono il posto di lavoro. Ma soprattutto perché valgono eventualmente il diritto a ricevere una pensione al termine della carriera.

Il mancato versamento dei contributi e la scadenza quinquiennale

Non versare i contributi oltre che illecito è anche un’ingiustizia sociale e si fa un torto al lavoratore penalizzandolo pesantemente. A tutto questo adesso l’INPS pare stia mettendo un freno perché sono in arrivo una miriade di lettere nei confronti dei datori di lavoro rei di non aver adempiuto all’obbligo di versamento dei contributi previdenziali negli 2022 e 2023.

I datori di lavoro non potranno farla franca quindi. Perché il debito contratto andrà saldato. I lavoratori ringraziano e per i datori di lavoro come vedremo, nessuno sconto e nessuna possibilità di non pagare visto che anche uno strumento molto noto come lo è la prescrizione, con queste lettere viene praticamente cancellato.

Dall’INPS nuove lettere sui contributi delle badanti: ma è una buona notizia

Datori di lavoro messi all’angolo quindi dalla novità che produce l’invio di una massiccia dote di lettere da parte dell’INPS. Missive ai datori di lavoro del settore domestico che non hanno versato i contributi negli anni 2022 e 2023. Le lettere diventano ancora più importanti perché non solo obbligano gli interessati a mettere a posto l’inadempienza, quanto piuttosto perché sono lettere che interrompono la prescrizione.

Ricapitolando, l’INPS avvia un massiccio invio di lettere ai datori di lavoro del settore domestico per crediti legati all’omesso versamento. E grazie a queste lettere, la prescrizione di 5 anni si azzera. Perché la scadenza del credito per i contributi non versati da un datore di lavoro domestico è di 5 anni. Evidente quindi che con queste lettere in base al meccanismo di prescrizione, il conteggio dei 5 anni si azzera e si torna da capo.

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