Assistenza anziani, ecco le agevolazioni: deduzioni e detrazioni nel modello 730/2026

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di: Giacomo Mazzarella

Detrazioni

Tutti i soldi spesi per l’assistenza di un anziano o di un disabile possono portare a delle concrete agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Nel modello 730 anche per l’anno 2026 ci sono agevolazioni fiscali per le famiglie che sostengono determinate spese. Naturalmente parliamo di spese sostenute nel 2025. Perché l’anno di imposta da cui trae origine la dichiarazione dei redditi 2026 è il 2025. Ecco un quadro dettagliato delle spese da scaricare e come fare tra deduzioni e detrazioni.

Assistenza anziani, ecco le agevolazioni: deduzioni e detrazioni nel modello 730/2026

Possono sembrare la stessa cosa, ma non lo sono. Parliamo di detrazioni e deduzioni, cioè di voci attive che un contribuente può usare nel proprio 730 per ridurre le tasse versate. E quando si tratta di anziani o disabili, anche le spese di assistenza danno diritto a uno sgravio d’imposta. Perché sia le deduzioni che le detrazioni abbattono l’IRPEF dovuta. La deduzione opera direttamente sulla base imponibile, ovvero sul reddito complessivo su cui si calcola l’imposta dovuta. Invece le detrazioni abbassano direttamente l’IRPEF dovuta dopo essere stata calcolata sul reddito complessivo. Bene, in base alla tipologia di contribuente, cioè in base alle condizioni del disabile o dell’anziano, cambiano le possibilità di detrarre le spese di assistenza.

Ecco cosa si può recuperare come deduzione o detrazione nel modello 730

L’anziano o il disabile bisognoso di assistenza a tal punto da dover assumere una badante, devono pagare alla lavoratrice lo stipendio ed anche i contributi previdenziali. Ma sono proprio questi contributi da versare per la badante quelli che rientrano nella deducibilità delle spese di assistenza. Invece le spese sanitarie (ma non solo per l’anziano o il disabile perché sono detrazioni estese a tutti i contribuenti) finiscono in detrazione, dando diritto al recupero del 19% della spesa sostenuta l’anno precedente, ma solo per la parte superiore alla franchigia di 129,11 euro. Sono invece le spese per gli addetti all’assistenza personale o per il pagamento delle rette per le case di riposo le spese che danno diritto al 19% di detrazione nello specifico per l’assistenza anziani o invalidi. E fino al tetto massimo di 2.100 euro di detrazione ma a condizione che il contribuente possegga un reddito complessivo non superiore ai 40.000 euro.

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