L’Assegno di Inclusione continua ad essere una prestazione molto importante per milioni di famiglie di contribuenti che hanno severe difficoltà reddituali. Una misura che è destinata proprio a soggetti che per condizioni rientrano tra i fragili. Possono prenderlo solo i soggetti che hanno oltre 60 anni, meno di 18 anni e gli invalidi. Ma in determinati casi, anche i soggetti di età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 60 ancora da compiere, possono rientrare. Ma a condizione che abbiamo delle problematiche che li rende non occupabili. Soggetti quindi presi in carico dai servizi sociali, assistenziali o sanitari, o soggetti con carichi di cura perché in famiglia hanno figli troppo piccoli o invalidi da assistere. La misura ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza dal 2024. E nel 2026 è entrata in vigore una novità che allunga la durata del sussidio perché viene meno il mese di stop tra un ciclo di fruizione e l’altro.
Assegno di Inclusione 2026, un mese in più ma sussidio tagliato al 50%
Famiglie al cui interno c’è almeno un soggetto tra quelli prima citati, possono avere diritto al sussidio meglio noto come Assegno di Inclusione. Il sussidio è parametrato al numero di componenti la famiglia che rientrano nel sussidio stesso. Perché solo i soggetti vulnerabili vengono considerati per il calcolo del beneficio.
Poi ci sono le regole di calcolo che legano l’importo percepito oltre che alla scala di equivalenza basata sui componenti familiari, anche su reddito familiare e ISEE. Non bisogna superare 10.140 euro di valore ISEE e 6.500 euro di reddito familiare (ma da rivedere in base alla scala di equivalenza se ci sono più componenti dentro il perimetro dell’ADI.
Detto questo, e sottolineando come poi ci siano tanti altri fattori da rispettare, dalla mancanza di condanne e problemi giudiziari per i beneficiari, alla mancata presenza di determinate auto o moto, da severi limiti di patrimonio mobiliare a limiti del patrimonio immobiliare ad esclusione della casa di abitazione, la novità 2026 per l’Assegno di Inclusione è la continuità di erogazione tra un ciclo e l’altro.
Niente stop di un mese, per l’ADI cambia tutto
L’Assegno di Inclusione dura alla prima domanda, 18 mesi. Ma si può rinnovare, permanendo le condizioni utili al beneficio, per 12 mesi alla volta. Fino allo scorso anno, così come era per il Reddito di Cittadinanza, tra un rinnovo e l’altro bisognava sopportare un mese di stop al sussidio. Il mese di stop serviva per le nuove domande. Perché tra un ciclo e l’altro serve una nuova domanda di ADI. Un mese di stop che lo scorso anno il governo decise di coprire con un bonus una tantum pari a 500 euro.
Nel 2026 invece si andrà in continuità. Per esempio, chi ha preso l’Assegno di Inclusione fin da gennaio 2024, a luglio prossimo dovrà presentare nuova domanda. Perché finisce anche il secondo ciclo da 12 mesi. A luglio se le regole fossero state quelle precedenti, ci sarebbe stato il mese di stop. Adesso invece si va in continuità. Nel senso che anche a luglio gli interessati che presentano di nuovo domanda, potranno prendere il mese in continuità. Ma ad importo ridotto. Perché secondo la nuova regola, rispetto all’importo originale si prenderà il 50%.



