Ci sono misure e prestazioni poco conosciute che potrebbero invece tornare perfettamente utili a tanti contribuenti. Una di queste riguarda sia le pensioni per gli invalidi che le pensioni di reversibilità ai superstiti. Con la concreta possibilità per chi già prende la pensione, di ottenere 52 euro al mese in più sul trattamento già percepito. E se la domanda arriva in ritardo e i requisiti per prendere questi 52 euro in più erano già posseduti in passato, si possono prendere arretrati fino a 5 anni indietro. Prendendo oltre 3.000 euro di arretrati. Un aumento delle pensioni con annessi arretrati che deve solo essere sfruttato.
Ecco chi può prendere 52 euro di pensione in più al mese e anche oltre 3.000 euro di arretrati
La misura di cui parliamo oggi è l’assegno di vedovanza, che è una delle prestazioni aggiuntive che si possono prendere su determinate pensioni. Ma che allo stesso tempo risulta una delle prestazioni meno richieste rispetto al numero di potenziali beneficiari della stessa misura.
L’assegno di vedovanza non è altro che una somma aggiuntiva sulla pensione, spettante dietro richiesta dei diretti interessati e che rientra tra i benefici per il nucleo familiare. Si tratta infatti di una prestazione collegata ai trattamenti di famigli. Ed è destinata a chi possiede determinati requisiti ed è titolare sia della pensione di reversibilità del coniuge che di un proprio trattamento per disabili. L’importo esatto della maggiorazione che si può recuperare è 52,91 euro al mese anche se come vedremo, c’è chi prende anche di meno.
Come funziona l’assegno di vedovanza
L’assegno di vedovanza riguarda i titolari di pensione di reversibilità ma a condizione che il defunto da cui parte il diritto alla reversibilità, fosse stato in vita, titolare di una pensione da lavoratore dipendente, anche del Pubblico Impiego. In termini pratici, niente assegno di vedovanza ai titolari di pensioni di reversibilità di defunti che erano pensionati dai fondi dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani e così via dicendo. Ma non basta solo l’essere titolare della giusta pensione di reversibilità. Perché l’assegno di vedovanza riguarda coloro che sono invalidi al 100% o con indennità di accompagnamento.
Da quando i due requisiti si uniscono, cioè da quando l’interessato all’assegno di vedovanza ha entrambe le prestazioni previste, cioè reversibilità e accompagnamento, scatta il diritto. Si parte dalla data in cui è stato maturato il diritto alla seconda prestazione tra le due, percepita in ordine di tempo. Chi, per esempio, era già titolare di reversibilità quando ha ottenuto pure l’assegno di accompagnamento, deve considerare la data di approvazione di quest’ultima misura per invalidi come quella valida per il diritto all’assegno di vedovanza.
Il reddito da non superare per prendere 52 euro di pensione in più al mese
Un altro fattore da rispettare per poter rientrare nell’assegno di vedovanza e prendere 52,91 euro al mese in più di pensione è il reddito. Infatti, la misura è appannaggio di soggetti che hanno un reddito non superiore a 32.148,88 euro anche se la cifra di 52,91 euro al mese spetta a chi ha un reddito fino a 28.659,42 euro.
Infatti, per soggetti con redditi più alti ma entro la soglia massima di 32.145,88 euro, la maggiorazione mensile è di soli 19,59 euro. Come detto, la cifra aggiuntiva, qualunque essa sia, parte dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. Ma si possono recuperare 5 anni di arretrati per chi aveva maturato i requisiti nel passato, senza mai aver chiesto la maggiorazione.



