Il lavoro notturno è una tipologia di attività lavorativa che permette di rientrare in una molto favorevole misura di pensionamento. Parliamo dello scivolo lavoro usurante. E chi svolge un lavoro di notte, e per notte si considera il lavoro svolto tra le 24:00 e le 05:00 del mattino seguente, può anticipare l’uscita già a 61 anni e 7 mesi di età. Ma come funziona lo scivolo per i lavoratori notturni?
La pensione dei lavoratori notturni
Metronotte, fornai, lavoratori dei locali notturni ma non solo. Il lavoro notturno, per esempio, può essere anche quello svolto in fabbriche con attività basate su tre turni. Dove ci sono anche le notti. La caratteristica particolare della misura è che in base al numero di notti svolte per la metà della vita lavorativa o per 7 degli ultimi 10 anni, cambiano i requisiti. Ma andiamo con ordine e capiamo bene che genere di misura è. Lo scivolo usuranti è una misura che consente l’accesso alla pensione con almeno 61 anni e 7 mesi di età ed almeno 35 anni di versamenti. Ma c’è da raggiungere anche la quota 97,6, usando naturalmente le frazioni di anno per centrarla.
Ecco cosa cambia in base al numero di notti di lavoro
I requisiti prima descritti si applicano pure al lavoro notturno. Ma a condizione che l’interessato o per la metà della vita lavorativa o per 7 degli ultimi 10 anni abbia svolto almeno 78 notti per anno di lavoro. Se le notti sono di meno, e rientrano nella fascia 72-77, i requisiti peggiorano. Invariati sempre restano solo i 35 anni di contributi. Invece la quota passa a 98,6 mentre l’età sale a 62 anni e 7 mesi. E se le notti sono ancora meno, fissandosi nella fascia 64-71, l’età sale 63 anni e 7 mesi e la quota a 99,6. Per i lavoratori autonomi bisogna aggiungere un anno a prescindere per tutte e tre le fasce indicate. Per la pensione dei notturni valgono le regole degli usuranti. Serve presentare domanda di riconoscimento del lavoro notturno entro il primo maggio dell’anno precedente per una decorrenza standard della prestazione. Altrimenti si perdono da uno a tre mesi di pensione in base ai mesi di ritardo nella presentazione dell’istanza di certificazione.



