La pensione di vecchiaia è una misura abbastanza semplice da capire. Non fosse altro perché è la misura previdenziale che ha nell’età pensionabile un suo imprescindibile requisito. Si tratta di una delle misure che salvo piccole deroghe per gli addetti ai lavori usuranti e gravosi, sarà oggetto dell’inasprimento dei requisiti dal 2027. La pensione di vecchiaia quindi fino al 2026 avrà il vantaggio di mandare in pensione i contribuenti senza inasprimento alcuno. Ma come si fa a centrare il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2026?
La pensione di vecchiaia nel 2026: sconti, vantaggi e cosa fare entro fine anno
La pensione di vecchiaia nel 2026 per chi ha iniziato a versare dopo il 31 dicembre 1995 si centra con 20 anni di contributi e almeno 67 anni di età. Invece per chi ha cominciato a versare dopo il 1995, si centra con 67 anni di età, 20 anni di contributi e con una pensione non inferiore a 546,24 euro al mese, cioè non inferiore al valore dell’assegno sociale nel 2026.
La pensione di vecchiaia nel 2026 però può arrivare anche prima per le lavoratrici che hanno avuto dei figli e che hanno il loro primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995. Ogni figlio avuto taglia 4 mesi sull’età pensionabile per le lavoratrici diventate madri.
E il taglio può arrivare fino a 16 mesi per quelle che madri sono diventate più di tre volte. In pratica, con 20 anni di versamenti e con il primo accredito successivo al 1995, possono uscire con 66 anni e 8 mesi quelle che hanno avuto un figlio. Possono invece prendere la pensione di vecchiaia nel 2026 a 66 anni e 4 mesi o a 66 anni esatti quelle che rispettivamente hanno avuto due figli o tre figli. E addirittura chi ne ha avuti almeno 4, può prendere la pensione di vecchiaia nel 2026 già a 65 anni e 8 mesi di età.
I lavori gravosi e usuranti sono avvantaggiati
Un altro vantaggio lo possono sfruttare gli addetti ai lavori gravosi e usuranti rispetto alla pensione di vecchiaia nel 2026. Perché l’ultimo inasprimento del 2019, quello dei famosi 5 mesi che portarono con il decreto numero 4 del 2019, l’età pensionabile da 66 anni e 7 mesi a 67 anni, non si applica fino al 31 dicembre prossimo, agli addetti ai lavori gravosi e usuranti.
Che pertanto possono continuare ad uscire con la pensione di vecchiaia nel 2026 a 66 anni e 7 mesi di età. Ma a condizione di aver maturato almeno 30 anni di versamenti al netto di tutti i versamenti figurativi, da riscatto o volontari.
Sui lavori gravosi e sui lavori usuranti le agevolazioni dovrebbero essere inserite anche sugli inasprimenti 2027 proprio come successo già nel 2019.



