Ci sono balzelli e balzelli. In Italia si pagano tasse sulle case, sui redditi, sul lavoro, sulle auto e così via dicendo. Non pagare questi balzelli porta inevitabilmente ad avere problemi con il Fisco. Perché il debito può diventare una cartella esattoriale in men che non si dica. E una volta che il debito passa a cartella esattoriale, cambia l’organismo riscossore ma soprattutto cambiano le conseguenze. Pignoramenti, ipoteche e fermi sono all’ordine del giorno. Ecco perché ogni provvedimento di sanatoria può essere utile da sfruttare. A partire dalle note rottamazioni delle cartelle. Oggi ne sono in vigore due, una generale, che è in mano all’Agenzia delle Entrate Riscossione e le cui domande scadono alla fine del corrente mese di aprile. L’altra invece è in mano agli Enti Locali. Ed è su questo che si incentra il focus odierno della redazione di “La Gazzetta delle Pensioni.it”. Una sanatoria dei tributi locali che non è per tutti.
Rottamazione cartelle esattoriali, come fare con bollo auto, Imu e Tari
La rottamazione delle cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate Riscossione non riguarda i tributi locali. Significa che bollo auto, Imu, Tari, Tasi, multe dei vigili e tutto ciò che riguarda Enti diversi dallo Stato centrale, non finiscono nella sanatoria. Per questi balzelli bisogna aderire ad un’altra sanatoria, che si chiama Definizione dei Tributi Locali. Una autentica rottamazione dei debiti con Comuni, Regioni e simili. Ma differente dalla rottamazione quinquies delle cartelle, cioè quella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. E non solo perché con quest’ultima si possono rottamare le cartelle riferite solo a Irpef, Iva, contributi Inps e così via dicendo. Le differenze sono marcate da diversi punti di vista. Innanzitutto la rottamazione delle cartelle dell’ADER è prevede regole fisse e scritte dai legislatori in maniera chiara. Si possono rottamare tutte le cartelle passate nelle mani dell’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 31 dicembre 2023. E si tolgono dal calcolo del dovuto, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, gli aggi di riscossione e le sanzioni. Infine, si può pagare a rate, fino a 54 rate bimestrali a partire dal prossimo mese di luglio. Per la Definizione dei Tributi Locali invece nulla è chiaro. Infatti, è necessario aspettare le decisioni dei singoli Enti. E questo lascia, oltre che dubbi e perplessità, anche una forma di discriminazione tra cittadini.
Cosa si sa adesso della Definizione dei Tributi Locali
Devono essere i Comuni e le Regioni a introdurre una sanatoria per i tributi di loro competenza. La legge numero 199 del 30 dicembre 2025 ha dato questa facoltà alle amministrazioni locali, ma senza mettere regole chiare e definite. Quindi, oltre che decidere di avviare la sanatoria, l’Ente può anche scegliere le regole. Un Comune, per esempio, deve munirsi di un regolamento e deve deliberare sul da farsi. Deve decidere le modalità di pagamento da parte dei contribuenti, i crediti da far rottamare, gli eventuali sconti e le eventuali agevolazioni e così via dicendo. Non tutti i Comuni aderiranno. In questi giorni si sentono notizie da tutta Italia di Comuni che hanno deciso di avviare il processo e di altri che invece non ne vogliono sapere. La discriminazione tra contribuenti quindi è servita visto che in ogni Regione ed in ogni Comune c’è chi ha problemi con bolli, Imu e con altre tasse o tributi di questo genere.



