Modello 730 e spese di istruzione, ecco quelle che si mettono nella dichiarazione

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di: Giacomo Mazzarella

modello 730

Si parte con il nuovo modello 730 del 2026, quello relativo all’anno di imposta 2025. Dal 30 aprile accesso alla versione precompilata del modello, per un primo approccio. Poi dal 20 maggio via agli invii dopo aver controllato la dichiarazione precompilata e nel caso, dopo averla corretta e modificata se serve. Nella precompilata ci sono già inseriti i redditi del 2025 e molte delle spese detraibili. Si tratta degli oneri che un contribuente utilizza per abbattere l’IRPEF da versare. Sono le cose che maggiormente interessano i contribuenti e che maggiormente generano dubbi e perplessità. Non fosse altro perché ci sono spese che si possono detrarre e spese anche se della stessa natura, fuori dalle detrazioni. E poi ci sono spese per le quali è necessario il pagamento tracciabile, altre che si possono pagare in contanti e così via dicendo. Tutto comunque fa riferimento all’anno di imposta 2025. Anche le spese da detrarre sono quelle sostenute lo scorso anno, a partire da quelle di istruzione sui figli che sono a carico del dichiarante nel modello 730.

Modello 730 e spese di istruzione, ecco quelle che si mettono nella dichiarazione

Si possono scaricare le spese di istruzione per i figli che sono fiscalmente a carico del genitore. Il genitore che presenta la dichiarazione dei redditi ed ha figli a carico studenti, può portare in detrazione dal reddito determinate tipologie di spesa. In modo tale da andare a ridurre l’imposta dovuta. Perché in linea di massima un contribuente ha già versato l’IRPEF lo scorso anno, magari mese dopo mese con la busta paga.

In questo caso gli oneri detraibili generano un rimborso di imposta, perché le spese scaricate fanno recuperare tutta o una parte dell’IRPEF versata. Chi non ha versato le imposte non può recuperare niente, perché incapiente. Tornando alle spese di istruzione, meglio comprendere bene quali sono le spese che vanno inserite. Perché alcune non sono spese detraibili. Basti pensare al materiale di cancelleria a scuola, oppure ai libri di testo. Invece, spese sostenute per percorsi per o post orario scolastico, per la mensa, per le gite, ma anche per il pagamento delle tasse scolastiche, la detrazione è fruibile. E si recupera il 19% della spesa sostenuta.

Limiti, vincoli e regole per le detrazioni spese scolastiche

Nel 2026 una novità ha potenziato la detrazione per le spese di istruzione dei figli. Infatti, la manovra di Bilancio ha portato da 800 a 1.000 euro la detrazione massima da usare. In pratica, si possono caricare fino a 1.000 euro su cui poi si potrà recuperare come detto al massimo 190 euro.

Ogni figlio può garantire la detrazione fino a massimo 1.000 euro. Ripetiamo, purché trattasi di figli a carico del dichiarante. Si possono scaricare le spese di ogni grado di istruzione. Da quelle per i figli che frequentano l’asilo nido alle scuole dell’infanzia, alle scuole primarie, secondarie e alle Università. Ma il tetto di 1.000 euro vale per le scuole primarie e secondarie. Per gli asili nido il tetto a figlio è fino a 632 euro. Per le Università non ci sono invece vincoli e limiti.

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