Il calcolo della pensione può sembrare particolarmente difficile ma non lo è. Perché ci sono solo piccole regole da seguire e da capire per riuscire poi ad andare a comprendere a quanto ammonterà il proprio trattamento previdenziale. Oggi analizzeremo le regole di calcolo contributivo e faremo alcuni esempi in base al montante contributivo accumulato in modo tale da rendere l’operazione calcolo della pensione quanto più semplice possibile.
Che pensione prenderò dopo 20 anni di contributi: ecco il calcolo spiegato semplicemente
Il calcolo della pensione con il metodo contributivo è un calcolo abbastanza semplice da capire. Non ci sono quota A e quota B, differenze retributive e altri spaccati tipici del calcolo retributivo delle prestazioni. Ad incidere sul trattamento a differenza delle sole retribuzioni come accadeva ai tempi del metodo retributivo, nel calcolo contributivo incide il montante dei contributi.
La pensione contributiva è calcolata interamente sull’ammontare dei contributi versati. Il fattore determinante, quindi, è il cosiddetto montante contributivo che non è altro che un salvadanaio dove un contribuente durante la sua carriera lavorativa verso i contributi.
Proprio come un vero salvadanaio, prima o poi va aperto. E la data di apertura di questo salvadanaio coincide con la data del pensionamento. Tutti i soldi che sono finiti nel montante contributivo una volta aperto, devono poi essere rivalutati al tasso di inflazione. Questo serve per non rendere i contributi versati molti anni fa ridotti drasticamente rispetto al potere di acquisto al momento dell’uscita.
Il montante contributivo, quindi, viene prima rivalutato e poi moltiplicato per i coefficienti di trasformazione. Si tratta di alcune percentuali differenti in base all’età di uscita con cui il montante viene moltiplicato e da cui esce fuori la pensione annua lorda spettante.
Montante contributivo, rivalutazione e poi moltiplicazione per i coefficienti
Il montante contributivo, quindi, è importante per il calcolo della pensione in questo particolare sistema entrato in vigore dal primo gennaio 1996. Ma importantissimi sono anche i coefficienti di trasformazione. E su questo va detto che i coefficienti non sono fissi ma variano ogni biennio perché vengono collegati all’andamento dell’aspettativa di vita degli italiani. Più sale la stima di vita della popolazione più bassi saranno i coefficienti di trasformazione. Mentre più si abbassa la stima di vita della popolazione più alti saranno i coefficienti.
Esempi pratici di pensione a 67 anni con 20 anni di contributi
Alcuni esempi chiariranno meglio il nostro concetto. Prendiamo i lavoratori che versano nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld). Il lavoratore versa nel montante contributivo il 33% del suo stipendio. Una percentuale quindi, collegata allo stipendio percepito e variabile in base a questo fattore. Tutti i versamenti finiscono nel montante contributivo. Quindi, più alto lo stipendio maggiori sono in contributi. Facciamo un esempio. Mario, 20 anni di contributi, ha lavorato sempre nel settore privato, in un Supermercato.
Lo stipendio dei primi 5 anni di carriera era pari a 1.000 euro al mese. Per 65 mesi ha versato il 33% di 65.000 euro, cioè 21.450 euro. Poi il suo stipendio è passato a 1.200 euro per altri 5 anni ed infine a 1.500 euro al mese per gli ultimi 10 anni. Il secondo lustro di carriera ha prodotto 78.000 euro di stipendio e 25.740 euro di contributi.
L’ultimo decennio invece, su 195.000 euro di stipendio, i contributi sono stati 64.350 euro. In totale Mario ha versato qualcosa come 111.540 euro di contributi. Questo è il montante. Che va rivalutato al tasso di inflazione in base all’anno in cui i contributi sono stati versati. In line di massima, si aggiunge una percentuale tra il 4% ed il 5% al montante (il dato però non è fisso ma varia in base ai parametri annuali dell’Istat).
Ipotizziamo che quel montante dopo la rivalutazione diventi pari esattamente a 120.000 euro. Per capire la pensione che prenderà Mario dopo 20 anni di versamenti a 67 anni di età, bisogna moltiplicare il totale per i coefficienti. Nel 2026 il coefficiente di trasformazione che si usa a 67 anni è 5,608%. La pensione annua lorda di Mario sarebbe pari a 6.729 euro circa all’anno. Poco più di 517 euro al mese compresa la tredicesima.



