Come sempre accade con l’avvio della campagna reddituale, molta attenzione i contribuenti danno alle novità del primo e forse più importante modello di dichiarazione. Parliamo del modello 730 naturalmente. Si tratta del modello di dichiarazione dei redditi che viene comunemente usato da lavoratori dipendenti e pensionati, ovvero da chi ha un sostituto di imposta che effettua i conguagli. Ma da anni ormai questo modello viene usato anche da dipendenti che non hanno un sostituto, come per esempio i disoccupati o chi ha datori di lavoro che non fungono o non vogliono fungere da sostituti. La nuova stagione delle dichiarazioni dei redditi si apre quindi con il modello 730/2026 che sarà disponibile dal 30 aprile. Ecco le novità più salienti.
Nuovo modello 730/2026: dal 30 aprile il via, ecco le novità più importanti
Dal 30 aprile 2026 prende il via ufficialmente la campagna reddituale 2026. E parte come prassi con la messa a disposizione dei contribuenti del modello 730. La dichiarazione dei redditi serve per chiudere la partita fiscale dell’anno precedente. Quindi per il modello 730/2026 l’anno di imposta è il 2025. Con la dichiarazione dei redditi si paga l’IRPEF eventualmente non trattenuta da datori di lavoro e da enti pensionistici l’anno prima.
Oppure si versa quella in eccedenza derivante da redditi ulteriori oltre a quelli erogati da datori di lavoro e pensionati. Gli scaglioni IRPEF da considerare sono quelli validi dallo scorso anno, ovvero 3 scaglioni con tre diverse aliquote. Per i redditi fino a 28.000 euro l’aliquota è il 23%. Invece per i redditi sopra 28.000 euro e fino a 50.000 euro l’aliquota è il 35% mentre per quelli superiori l’aliquota è al 43%. Il passaggio del secondo scaglione dal 35% al 33% vale per i redditi 2026 e quindi vale per le dichiarazioni dei rediti 2027.
Questa novità ufficialmente introdotta dal governo quest’anno, è una novità che non riguarda il modello 730 in partenza il 30 aprile prossimo.
Date, scadenze e regole del nuovo modello 730/2026
Il cronoprogramma è ormai noto. Per i contribuenti dal giorno 30 aprile si potrà solo visionare il modello 730 precompilato. Poi dal 15 maggio via alle modifiche ed ai correttivi con conseguente possibilità di invio. Al momento si conosce già la scadenza degli invii che è calendarizzata per il 30 settembre 2026 salvo proroghe. Una novità importante è la detrazione per lavoro dipendente che da 1.880 euro sale a 1.955 euro ma solo per contribuenti con redditi entro la soglia dei 15.000 euro.
Avrà impatto nel modello 730 anche il taglio del cuneo fiscale, ma non determinerà un maggiore esborso di IRPEF perché quanto rimane in più sullo stipendio è esentasse. Parliamo del 7,1% in più che è destinato a soggetti fino a 8.500 euro di stipendio, del 5,3% fino a 15.000 euro di stipendio e del 4,8% fino a 20.000 euro.
Detrazioni figli, come cambiano e come cambiano i familiari a carico
Una novità importante riguarda le detrazioni per i figli a carico sopra i 21 anni di età (per quelli al di sotto nessuna detrazione perché rientrano nel perimetro dell’Assegno Unico e Universale. Stop a detrazioni per figli a carico over 30, perché adesso la possibilità di dettazione vale solo per i figli di età compresa tra i 21 ed i 29 anni. Nessuna novità per l’importo della detrazione che è a scalare man mano che aumenta il reddito e parte da 950 euro.
Nulla cambia per il parametro reddituale fino a cui un figlio può essere considerato a carico. Per figli fino a 24 anni di età non compiuti, la soglia di reddito del figlio per essere considerato a carico non deve superare 4.000 euro. Per quelli di età maggiore, la soglia scende a 2.840,51 euro all’anno. Altri familiari a carico oltre ai figli sono il coniuge, i genitori e i nonni, purché conviventi. Gli altri familiari anche se presenti nel nucleo familiare non sono più considerati come a carico fiscale.



