Cartelle esattoriali: come funzionano ipoteca e pignoramento della casa

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di: Giacomo Mazzarella

cartelle esattoriali

Anche la casa può essere attaccata per colpa di cartelle esattoriali non pagate? La domanda ha i suoi perché. Infatti, spesso di fronte alle cartelle esattoriali i contribuenti subiscono fermi amministrativi e pignoramenti di stipendi, pensioni o conti correnti. Ma in alcune circostanze anche la casa è messa a rischio. Ipoteche e pignoramenti immobiliari fiscali non sono esclusi. Ma vanno tenute in considerazione alcune limitazioni.

Cartelle esattoriali: come funzionano ipoteca e pignoramento della casa

Subire il fermo amministrativo del veicolo è una cosa che purtroppo molti conturbanti subiscono. Una procedura che l’Agenzia delle Entrate Riscossione avvia spesso è proprio il fermo amministrativo. Una volta iscritto sul veicolo del contribuente indebitato, il fermo impone allo stesso di “parcheggiare” l’auto e di non usarla.

Salvo pochi casi di deroga, come può essere il farsi autorizzare all’uso del veicolo sottoposto a fermo da un giudice perché trattasi di veicolo necessario per lavorare o per motivi di cure salvavita, il veicolo non può circolare. Anche restando nel pieno possesso del diretto interessato, il veicolo deve essere fermato, altrimenti si rischiano pesanti multe se si viene scovati a circolare illegittimamente. Inoltre, con il fermo amministrativo l’auto non può essere venduta (se non informando l’acquirente che se ne assume la responsabilità) e nemmeno rottamata.

Pignoramento presso terzi, ecco quando le cartelle diventano un problema serio

Facile è pure subire il pignoramento presso terzi. Il creditore, in questo caso Agenzia delle Entrate Riscossione dopo aver inutilmente mandato cartelle e notifiche al contribuente, può farsi autorizzare a pignorare ciò che il contribuente stesso ha. Può pignorare la pensione, facendo diventare il terzo l’INPS. Istituto che preleverà la parte di pensione di quel contribuente e la manderà all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Ma per un contribuente che è lavoratore dipendente, può pignorare lo stipendio, usando il datore di lavoro come per le pensioni si usa l’INPS. Infine, può pignorare un conto corrente, ed in questo caso è la banca ad essere il terzo.

A tutto c’è un limite, anche al pignoramento e all’ipoteca

Il pignoramento e l’ipoteca sulla casa sono invece dei provvedimenti che meno frequentemente l’Agenzia delle Entrate Riscossione adotta. Ma ciò non vuol dire che non sia un rischio che un contribuente può correre. L’ipoteca può essere considerata il provvedimento che anticipa il pignoramento immobiliare.

Si tratta di un provvedimento cautelare, con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione si mette in una sorta di lista di attesa nel caso in cui il debitore venda la casa. L’ipoteca al pari del fermo amministrativo, lascia il bene, cioè la casa, in possesso del contribuente. Ma al contrario del fermo, non ci sono limiti al suo utilizzo. La casa può essere abitata ed usata come prima. Solo in caso di vendita, se sulla casa c’è l’ipoteca, una parte del ricavo della vendita (tutto in base al debito del contribuente), deve finire ad Agenzia delle Entrate Riscossione.

La casa si può perdere?

Il pignoramento della casa invece è l’atto finale che si materializza quando arriva il sequestro della casa e la sua vendita all’asta. Ma è un qualcosa ancora meno frequente della stessa ipoteca. I limiti in materia di pignoramento ed ipoteca sulla casa esistono e sono rigidi. Il debito per l’ipoteca sulla casa deve essere non inferiore a 20.000 euro. Può essere ipotecata pure la prima casa.

Decorsi 60 giorni dal mancato pagamento di una cartella e dopo 30 giorni dal preavviso di ipoteca, il vincolo sulla casa diventa effettivo. Dopo 6 mesi dall’ipoteca si può passare al pignoramento. Ma solo per debiti superiori a 120.000 euro e solo se l’immobile non è una prima casa. Perché non può essere pignorata la casa di abitazione principale del contribuente, salvo che non sia una casa che al Catasto rientra tra quelle di lusso, villette e simili, cioè immobili che in Catasto sono censiti alle categorie A1, A8 e A9.

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