Uno strumento spesso sottovalutato per andare in pensione con vasto anticipo è senza dubbio la legge 222 del 12 giugno 1984. Parliamo della legge derubricata con il titolo di “Revisione della disciplina della invalidità pensionabile”, finita in Gazzetta Ufficiale Serie Generale numero 165 il 16 giugno 1984. Una legge che prevede vantaggi non indifferenti per invalidi che a causa della loro situazione fisica o psichica possono avere accesso alla pensione addirittura con 11 anni di anticipo le donne e 6 anni di anticipo gli uomini. E con solo 20 anni di contributi sfruttando questa legge c’è chi può andare in pensione a 56 o 61 anni di età.
Pensioni a 56 o 61 anni: ecco come sfruttare la legge 222 del 1984
La legge 222 del 1984 parla di invalidità pensionabile. Ed è questo il primo aspetto da analizzare, cioè la definizione e la spiegazione di invalidità pensionabile. Molti la chiamano invalidità specifica. Perché si discosta dall’invalidità civile o generica che dir si voglia. Si tratta dell’aspetto più complicato da comprendere perché molti fanno confusione. L’invalidità civile è semplicemente la riduzione della capacità lavorativa figlia dell’handicap di cui un contribuente è soggetto, generalizzata per qualsiasi tiptologia di attività.
L’invalidità pensionabile o specifica invece guarda all’attività lavorativa che svolge il diretto interessato. Nel senso che è la riduzione della capacità lavorativa specifica per quella determinata tipologia di lavoro svolto. In effetti è possibile che ci siano contribuenti che si ritrovano con una invalidità civile maggiore dell’invalidità pensionabile e viceversa. Perché sono due cose diverse.
Le pensioni per gli invalidi arrivano anche 11 anni prima
Nel dettaglio ed in parole povere, se le menomazioni fisiche riducono la possibilità di lavorare nel settore e nell’ambito dove in genere opera un contribuente, il grado di invalidità pensionabile può essere più alto rispetto all’invalidità civile. Alcuni esempi chiariranno meglio il tutto. Prendiamo un orafo che ha bisogno di una vista ottimale per il suo lavoro fatto di piccole vite, piccoli bulloncini e piccoli dettagli.
Qualche grado in meno agli occhi possono essere un problema invalidante per quella tiptologia di lavoro mentre non sono un problema invalidante per tanti altri lavori. Ma se a causa di quel problema un contribuente non può svolgere il suo normale lavoro, potrebbe sfruttare il pensionamento anticipato offerto da quella che si chiama pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pensionabile.
La stessa cosa può accadere a chi ha problemi con calcinacci e polveri e da sempre fa il lavoratore edile. Ma le fattispecie di situazioni che possono essere ricondotte ai dettami della legge 222 del 1984 sono molteplici.
Invalidità civile ed invalidità pensionabile, differenze tra disabilità generica o specifica
La differenza tra invalidità civile e invalidità pensionabile è il fattore determinante. Per ottenere l’invalidità pensionabile deve essere il medico di base che redige il certificato medico introduttivo per l’avvio della pratica all’INPS e per la convocazione a visita dell’interessato a riportare nel verbale l’indicazione di cosa si chiede. Cioè dei benefici dell’invalidità specifica secondo i dettami della legge 222/1984.
La procedura è sempre la stessa anche se come sperimentazione in alcune Province d’Italia la procedura è stata modificata con domanda di fatto completata direttamente dal proprio medico di famiglia. Resta il fatto che serve il certificato telematico del medico e poi il Patronato, nella versione classica, produce la domanda di pensione. Dopo la visita, se l’esito dei commissari è quello dell’assegnazione di almeno l’80% di invalidità pensionabile, ecco che l’interessato può godere dei privilegi della pensione anticipata.
E di molto rispetto ai requisiti ordinari. Infatti, sempre con 20 anni di versamenti come per le pensioni di vecchiaia ordinarie, anziché a 67 anni la pensione di vecchiaia anticipata fa uscire a partire dai 56 anni una donna, mentre a partire dai 61 anni un uomo. La decorrenza del trattamento però segue la regola delle finestre. Servono 12 mesi di finestra per il primo rateo di pensione.



