Ha rappresentato il principale problema riscontrato sulla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali che ha reso la sanatoria poco sfruttata perché probabilmente poco utile. Parliamo dell’esclusione dalle cartelle che si potevano rottamare con la sanatoria le cui domande sono scadute lo scorso 30 aprile, di quelle relative ai debiti con gli enti locali.
Se una sanatoria viene varata ma viene esclusa la possibilità di rottamare i debiti relativi a bollo auto, Imu, Tasi, Tari, multe dei vigili e così via dicendo, è evidente che si tratta di una rottamazione delle cartelle con il freno a mano tirato. Tanto è vero che il governo ha previsto una nuova rottamazione delle cartelle dedicata esclusivamente agli enti locali. Ed è già partita.
Solo che nella versione avviata, la sanatoria lasciava campo libero agli enti se aderire o meno. In pratica, oggi abbiamo Comuni e Regioni dove i cittadini potranno godere del vantaggio della rottamazione delle cartelle ed altri dove invece questa possibilità non c’è. Ma come funziona la rottamazione dei tributi locali e quali sono gli enti che hanno deciso di partire con la sanatoria?
Nuova rottamazione delle cartelle: ecco le Regioni e i Comuni dove la sanatoria è partita
I contribuenti che nel loro estratto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione hanno cartelle esattoriali relative a tasse, tributi e multe con enti diversi da quelli dell’Amministrazione Centrale dello Stato, lo scorso 30 aprile si sono trovati davanti a due diverse strade.
Se hanno aderito alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali, rottamando solo le cartelle relative a contributi previdenziali omessi, Iva, Irpef e addizionali, sono rimasti a debito dentro l’estratto di ruolo, nei confronti del concessionario alla riscossione, per tasse verso Comuni e Regioni.
E se invece nell’estratto di ruolo c’erano solo debiti relativi a Tari, Imu, bollo auto e così via dicendo, o per la maggiore erano questi i debiti a loro carico, non hanno aderito affatto alla sanatoria. Il vincolo maggiore che ha reso poco appetibile la rottamazione quinquies era questo.
Adesso però molti di questi contribuenti potranno mettersi ancora in regola. Sfruttando i vantaggi della sanatoria. Cioè vedendosi il debito tagliato di sanzioni, interessi e diritti di riscossione, e potendo pagare a rate e fino a 9 anni di rate bimestrali (54 rate, ndr). Ma non tutti. Come anticipato in premessa, solo alcuni enti hanno deciso di accettare la rottamazione.
La nuova sanatoria solo per pochi cittadini
Rottamazione quinquies dei tributi locali per multe, bollo e Imu al via, ma non per tutti. Ricapitolando, la rottamazione dei tributi locali vale solo nei Comuni e nelle Regioni dove le amministrazioni hanno deciso di aderire. Ed è in questi posti che i cittadini indebitati dal punto di vista delle cartelle verso gli enti locali, potranno godere dei vantaggi della sanatoria. Pare siano 1.500 tra Regioni e Comuni, le amministrazioni locali che hanno deciso di aderire alla proposta.
]Molte più Regioni e molti più Comuni al SUD rispetto al Nord, almeno stando alle ultime statistiche. Le Regioni sono sostanzialmente la Basilicata, il Lazio, la Campania, la Puglia e l’Umbria. Tra i Comuni più importanti, Roma, Napoli, Bari, Venezia, Torino e Genova. L’elenco dei Comuni che hanno aderito è scaricabile da questo link pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Un file PDF utile per cercare se il proprio Comune rientra nella definizione agevolata. Le domande per la sanatoria partiranno il 16 ottobre prossimo e ci sarà tempo fino al 15 dicembre per aderire. Le operazioni di richiesta partiranno sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e l’istanza sarà da trasmettere con le solite modalità telematiche sullo stesso sito del concessionario alla riscossione.
L’elenco dei Comuni per la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali dei tributi locali



