Andare in pensione nel 2027 ma con che requisiti? la domanda se la pongono in tanti nel mondo del lavoro in Italia. Soprattutto se lo pongono i lavoratori di un particolare comparto della Pubblica Amministrazione che adesso sono chiamati a presentare domanda di cessazione dal servizio. Entro il 21 ottobre 2026 chi lavora nel comparto scuola, deve presentare domanda se raggiunge i requisiti per la pensione nel 2027. Ecco, quindi, che si rende necessario un riepilogo delle misure disponibili per gli interessati a lasciare la scuola nel 2026. Perché non ci sono solo le pensioni di vecchiaia o quelle anticipate nel novero delle misure da sfruttare per insegnati, dirigenti e personale Ata. Ecco le tante misure che si possono centrare e per le quali occorre presentare domanda adesso nonostante l’uscita è nel 2027.
Le particolari regole del comparto scuola
Per le pensioni nella scuola si segue l’andamento dell’anno scolastico e non quello dell’anno solare. E le regole valgono pure per il 2027. Con una recente circolare il Ministero dell’Istruzione e del merito ha riepilogato tutte le misure che si possono sfruttare per andare in quiescenza nel 2027 dal primo settembre prossimo. La circolare in questione è la numero 24818 del 24 settembre scorso. Ricapitolando, per chi intende andare in pensione dal primo settembre del 2027 occorre presentare domanda di cessazione dal servizio entro il 21 ottobre 2026. Solo nel caso dei dirigenti scolastici il termine il termine per le presentazioni delle domande di cessazione è fissato al primo marzo 2027.
Pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate 2027, ecco le misure ordinarie
Nel 2027 cambiano le età pensionabili per la quiescenza di vecchiaia. Per via del meccanismo di collegamento dei requisiti delle pensioni con le aspettative di vita della popolazione, dal 2027 la pensione di vecchiaia si centra con 67 anni e un mese di età. Chi completa questa età e alla stessa data completa i 20 anni di requisiti può accedere alla quiescenza di vecchiaia dal primo settembre 2027. La data entro cui maturare il doppio requisito anagrafico e contributivo per la cessazione d’ufficio è il 31 agosto 2027.
Se invece i requisiti vengono completati dopo il 31 agosto ed entro il 31 dicembre del 2027, niente cessazione d’ufficio ma domanda entro il 21 ottobre necessaria per il pensionamento dal primo settembre 2027. Come detto l’aumento dei requisiti scatta dal primo gennaio del 2027.
Fanno eccezione gli addetti ai lavori gravosi e usuranti. Per i quali il requisito anagrafico resta congelato a 67 anni se l’attività gravosa è stata svolta per sei degli ultimi 7 anni. E addirittura permette l’uscita a 66 anni e 7 mesi se l’attività gravosa è stata svolta per 7 degli ultimi 10 anni. Nel comparto scuola educatori e maestri di asilo nido e scuola dell’infanzia sono considerate attività lavorative gravose.
E rientrano nella specifica disciplina. Che permette loro, al raggiungimento di almeno 30 anni di versamenti e 66 anni e 7 mesi di età o 67 anni come spiegato prima, di andare in pensione. Chi matura questi requisiti entro il 31 dicembre 2027 è autorizzato a presentare domanda di cessazione come da date appena spiegate.
Pensione anticipata ordinaria
Il personale della scuola che entro il 31 dicembre 2027 matura 41 anni e 11 mesi di contributi o 42 anni e 11 mesi, rispettivamente per donne e per uomini, possono andare in pensione nel 2027. E devono inoltrare domanda di cessazione entro le date già citate.
Anche in questo caso c’è il mese in più previsto dalle aspettative di vita. Mese in più che non riguarda gli addetti ai lavori gravosi e usuranti che possono andare in pensione anche se nel 2027 maturano 41 anni e 10 mesi le donne o 42 anni e 10 mesi gli uomini. La misura non prevede limiti anagrafici. Sempre pensione anticipata si chiama quella dedicata a contribuenti il cui primo accredito di contributiva qualsiasi titolo è successivo al 31 dicembre 1995.
La pensione anticipata contributiva spetta a chi matura entro il 31 dicembre 2027 almeno 64,1 anni di età ed almeno 20 anni di versamenti. Su questa misura però c’è il vincolo dell’importo minimo della pensione. Che non può essere inferiore a 3 volte l’assegno sociale per tutti gli uomini o per le donne che non sono mai diventate madri. Per quelle che hanno avuto dei figli, se più di un figlio vedono la soglia scendere a 2,6 volte l’assegno sociale. E con un solo figlio a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.
Le pensioni per quotisti cristallizzate
Anche chi ha maturato già i requisiti per tre misure per quotisti ormai cessate, può andare in pensione dal primo settembre prossimo presentando entro la scadenza di ottobre la domanda di cessazione dal servizio. Perché la quota 100, la quota 102 e la quota 103 sono misure il cui diritto se maturato già è cristallizzato. Dipende dalla data di maturazione dei requisiti delle tre misure. Se il diritto è maturato quando le misure erano in funzione e con le regole prestabilite per ciascuna di esse, il diritto è garantito e si può sfruttare nel 2027.
Chi entro il 31 dicembre 2021 ha raggiunto i 62 anni di età ed i 38 anni di contribuzione può uscire nel 2027 con quota 100. Per quelli che invece entro il 31 dicembre 2022 hanno raggiunto già i 64 anni di età ed i 38 anni di contributi, c’è la possibilità di accedere a quota 102.
Chi invece ha maturato 41 anni di versamenti e 62 anni di età entro il 31 dicembre 2025 può accedere alla quota 103. Se i requisiti sono stati maturati entro la fine del 2023 si ha diritto al calcolo misto della pensione con la quota 103. Se invece i requisiti sono maturati dopo quella data, il calcolo della pensione è contributivo.
La pensione anticipata contributiva di opzione donna
Pure opzione donna prevede la cristallizzazione del diritto. E con requisiti maturati al 31 dicembre 2021 e cioè 35 anni di contribuzione versata e 58 anni di età, opzione donna può essere sfruttata anche l’anno venturo.
Per chi invece matura 59 anni di età entro il 31 dicembre 2024 opzione donna può essere sfruttata solo se si tratta di donna con più figli avuti e solo se alternativamente l’interessata risulta caregiver che assiste da almeno 6 mesi un parente disabile grave con cui sempre da 6 mesi convive, oppure lei stessa invalida almeno al 74%. Con un solo figlio avuto sia per le caregivers che per le invalide l’età da centrare è quella di 60 anni e senza figli è pari a 61 anni.
Tabelle Ministeriali
Microsoft Word – Tabella riepilogativa requisiti 24_09_2026


