Man mano che passano i mesi e che i contribuenti arrivano al versamento delle varie rate della rottamazione quinquies in scadenza, i dati vengono costantemente aggiornati. La rottamazione delle cartelle come ogni altra sanatoria, sono provvedimenti su cui il governo fissa dei risultati. Nel senso che sono provvedimenti che vengono usati per fare cassa, anche solo in via ipotetica mettendo a bilancio fin dalla legge di Stabilità un determinato incasso. In buona sostanza si tratta di provvedimenti che permettono al governo di mettere dei soldi a bilancio prevedendo di determinate un certo incasso dal provvedimento. Per la rottamazione quinquies la cui seconda rata scade a fine settembre, già inizialmente l’impatto è stato inferiore alle attese. E parliamo del numero dei richiedenti e degli aderenti. La rottamazione quinquies non è stata chiesta da tanti e soprattutto, non dal numero di contribuenti che si sperava aderissero. Alla chiusura delle domande di adesione alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali sopraggiunta il 30 aprile 2026 solo il 23% dei potenziali aderenti aveva prodotto domanda. E adesso man mano che passano le rate, la decadenza dal beneficio per chi non riesce a pagare, determina ancora di più un assottigliamento dei fruitori della sanatoria. A tal punto che probabilmente nella prossima legge di Bilancio si passerà ad una nuova pace fiscale con il 2027 che potrebbe avere una nuova rottamazione delle cartelle.
Pace fiscale 2027: nuova sanatoria e rottamazione cartelle, ecco le ultime
Una nuova pace fiscale nel 2027. Con una nuova rottamazione delle cartelle che parta dagli errori commessi con la versione quinquies, correggendoli. Il piano che pare sia allo studio è questo. Perché i numeri delle scarse adesioni per la rottamazione quinquies portano a delle riflessioni obbligatorie. Con esiti che vanno utilizzati per correggere il tutto nel varo di una vera pace fiscale nel 2027.
I legislatori sapranno ben valutare da dove partono i problemi riscontrati con l’ultima sanatoria avviata. Il primo tassello è quello relativo al perimetro delle cartelle rottamabili. Escludendo dalla rottamazione quinquies, come ha fatto il governo, tutte le cartelle relative a debiti da tributi locali, il perimetro si è assottigliato.
Se pensiamo che una grande platea di contribuenti indebitati lo è per debiti che partono da bollo auto, IMU, Tari e multe della Polizia Locale, escludere questi debiti dalla rottamazione ha escluso una buona fetta di popolazione.
E se consideriamo che c’è chi avendo anche questi debiti, ha preferito rinunciare a rottamare le cartelle che invece vi rientravano, visto che non portavano ad una vera pace fiscale, ecco spiegati i risultati della sanatoria. Che tra le altre cose fissava al 31 dicembre 2023 la data ultima di affidamento a ruolo del debito per poter essere rottamato. Le cartelle più nuove di questa data erano escluse dalla rottamazione quinquies.
La decadenza e gli errori commessi
Adesso sopraggiungeranno anche le varie decadenze. Che porteranno ad un numero sempre inferiore di soggetti dentro la rottamazione quinquies. Su questo l’errore forse è stato la poca flessibilità nelle scadenze. Perché ad esclusione della prima rata che aveva una flessibilità di 5 giorni sulla scadenza anche se penalizzante lo stesso, le altre rate sono a scadenza fissa.
Basta saltare una rata per finire nella decadenza dal beneficio. E se lo Stato contava di incassare tanto ma alla fine solo il 23% dei debitori ha accettato, andrà ancora peggio. Se le decadenze arriveranno corpose, si scenderà ancora sotto la percentuale di contribuenti che continueranno a fare incassare soldi allo Stato.
La nuova pace fiscale 2027 e la nuova rottamazione delle cartelle
Ecco, quindi, che prende corpo l’ipotesi di una nuova sanatoria per l’anno venturo. Tra decreto fiscale e legge di Bilancio, una nuova pace fiscale non è certo da escludere. E nel 2027 una nuova rottamazione delle cartelle potrebbe fare capolino.
Lasciando inalterato solo il meccanismo di sconto. Che prevede il taglio di sanzioni, interessi e aggi di riscossione. Ma anche confermando il numero di rate concesse che arriva a 9 anni. Per il resto, devono essere inseriti tra i debiti da rottamare nella nuova pace fiscale, anche quelli successivi al 31 dicembre 2023. Oltre che estendere la sanatoria anche ai tributi locali, senza lasciare come oggi la facoltà ai Comuni di aderire o meno.
Allo stesso tempo nella nuova pace fiscale devono essere imposti criteri meno rigidi sulla decadenza. Magari arrivando a dare la possibilità, per temporanee impossibilità economiche, al contribuente di saltare qualche rata posticipandola.



