Siamo alle porte della legge di Bilancio che il governo Meloni è chiamato a varare e a completare entro la fine del 2026. Sarà l’ultima legge di Bilancio del governo meloni in questa legislatura. Nel 2027 si tornerà alle urne. Ed anche questo aspetto è da considerare adesso. Perché tra manovra finanziaria che apre a proposte di ogni genere da ogni partito politico ma non solo e programmi elettorali in vista delle nuove elezioni politiche, ipotesi, proposte e promesse si spendono liberamente. Oggi ecco la proposta del Movimento 5 Stelle contenuta in un documento pubblicato sul web che apre con l’introduzione: “Non una somma di bonus o interventi spot per giovani, ma un patto pubblico per l’autonomia: lavorare, studiare, abitare, muoversi, curarsi, formarsi e scegliere dove costruire la propria vita”. Nel documento, “dodici proposte per una generazione libera” tra cui c’è una che sicuramente va meglio compresa, anche se si tratta solo di proposta. Ben 15.000 euro ai giovani che diventano maggiorenni che appartengono a famiglie con un reddito al di sotto di 300.000 euro.
Bonus da 15.000 euro a chi compie 18 anni, ecco come funziona la proposta del M5S
Per chi compie 18 anni ecco una dotazione di 15.000 euro. Sarà il solito trovato spot o sarà una idea concreta, resta il fatto che siamo di fronte ad una proposta davvero interessante. Ed a chi chiede dove verranno trovati i soldi visto che questi per le operazioni legislative latitano, il M5S ha la risposta. Saranno trovate coperture con l’aumento progressivo dell’imposta sulle successioni e donazioni puntando l’indice contro le grandi ricchezze. Al punto 11 del documento che il Movimento 5 Stelle chiede di votare ai giovani loro iscritti sul sito del partito, si parla di capitale di partenza per i giovani. E si parla appunto della proposta di garantire una dotazione di 15.000 euro ai giovani al compimento dei loro primi 18 anni di età.
“Riconoscere al compimento dei 18 anni una dotazione pubblica di 15.000 euro, ispirata alla proposta di eredità universale del Forum Disuguaglianze e Diversità, ma resa selettiva e finalizzata. La misura è destinata ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro, con una modulazione che concentri il beneficio sui redditi bassi e medi. Le risorse non sono liberamente spendibili: possono essere utilizzate, anche negli anni successivi, per università e alta formazione, corsi professionalizzanti, avvio o ingresso in un’impresa, attività professionale, mobilità per studio o lavoro e altri investimenti certificati nell’autonomia personale. Dal periodo scolastico precedente alla maggiore età è previsto un percorso pubblico di educazione finanziaria, orientamento e accompagnamento all’uso della dotazione”.
Un occhio di riguardo ai giovani
In altri termini, le risorse per ogni giovane saranno a indirizzi prestabiliti. Per finanziare i loro percorsi di studio, per iniziare una carriera lavorativa autonoma, per le loro attività professionali o per coprire spese di mobilità tanto per motivi di studio che per motivi di lavoro. Tra i 12 punti del documento, importante anche la parte relativa all’IRPEF, con una detrazione aggiuntiva che abbatta l’IRPEF per i primi 5 anni di lavoro e fino ai 35 anni di età.
Tra i vari punti del documento, anche il voto ai giovani a partire dai 16 anni. E poi, sconti strutturali per bus, treni e trasporto locale ai giovani under 30. E ancora, un assegno mensile per chi frequenta università e corsi. Infine, contributi pieni per i percorsi di studio, dottorato di ricerca, servizio civile e così via dicendo. Non solo bonus ai giovani quindi.



