Ape sociale lavoro gravoso nel 2026 o disoccupati nel 2027, ecco un caso particolare

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di: Giacomo Mazzarella

Lavori gravosi e usuranti Ape sociale

Manca poco alla scadenza della data entro cui sfruttare l’ultima finestra del 2026 per la domanda di certificazione del diritto all’Ape sociale. Sempre meno giorni alla scadenza dell’istanza necessaria per poter avere accesso all’APE sociale. Infatti, la terza ed ultima finestra annuale per la verifica del diritto scade il 30 novembre 2026. Ma la misura ha delle particolarità che vanno ben comprese per poter poi sfruttare il canale di uscita anticipato. La prima particolarità è che l’Ape sociale nel 2027 si potrà sfruttare a condizione che il governo decida di prorogare la misura visto che ad oggi essa scade il 31 dicembre 2026. Inoltre, le categorie a cui la misura si applica sono abbastanza circoscritte. E bisogna comprendere se effettivamente si ha diritto alla misura e come.

“Buonasera, sono Rocco, un lavoratore agricolo che il 5 novembre chiude il contratto da bracciante 2026. Ho 64 anni di età già compiuti ed ho 36 anni di contributi già maturati. Devo prendere la disoccupazione agricola nel 2027 come ogni anno. Ma allo stesso tempo posso chiedere l’Ape sociale appena finisco il mio lavoro? Dovrei averne diritto. Mi dite quali possibilità ho?”

Ape sociale lavoro gravoso nel 2026 o disoccupati nel 2027, ecco un caso particolare

Se l’Ape sociale verrà prorogata anche per il prossimo anno i problemi di richiesta della pensione con questa misura naturalmente si assottigliano. Al momento però le regole per accedere all’Anticipo pensionistico sociale sono sempre le stesse. Possono accedervi gli addetti ai lavori gravosi con almeno 36 anni di contributi purché rientrino in una delle 15 categorie previste che sono:

  • Operai edili e addetti alla manutenzione degli edifici;
  • Conduttori di macchinari per la perforazione nelle costruzioni e gruisti in genere;
  • Conciatori di pelli e di pellicce;
  • Addetti ai servizi di pulizia senza qualifica;
  • Educatori o maestri di asilo nido e scuole dell’infanzia;
  • Infermieri ed ostetriche di sale operatorie e sale parto che lavorano su turni;
  • Operai agricoli;
  • Operai siderurgici;
  • Macchinisti dei treni e personale ferroviario viaggiante;
  • Camionisti e conduttori di mezzi pesanti in genere;
  • Facchini e addetti allo spostamento merci;
  • Addetti alla raccolta, allo smistamento e allo smaltimento dei rifiuti;
  • Addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • Marittimi;
  • Pescatori.

Tali attività devono essere state svolte per 6 degli ultimi 7 anni o per 7 degli ultimi 10 anni. Le altre categorie a cui l’Ape sociale si applica sono gli invalidi, i caregivers e i disoccupati. Gli invalidi devono avere una certificazione di invalidità civile non inferiore al 74%. I disoccupati devono aver terminato di percepire l’intera indennità loro spettante. I caregivers devono risultare residenti con il familiare disabile grave da non meno di 6 mesi.

I disoccupati e i lavori gravosi, differente per l’Anticipo

Il nostro lettore può rientrare nell’Ape sociale sicuramente. Bisognerà vedere però cosa intende fare e come. Lui è un operaio agricolo. Se il ruolo è stato svolto per i periodi previsti visto che ha già superato la combinazione 63,5+36 come previsto dai requisiti anagrafici e contributivi dell’Ape sociale, non ci sono dubbi sul fatto che potrebbe andare in pensione. Basta che presenti la domanda di certificazione del diritto entro la data prestabilita che è fissata il 30 novembre prossimo.

Le scadenze relative ai termini di presentazione delle domande di riconoscimento del diritto all’Ape sociale sono tre all’anno e scadono nel dettaglio ogni 31 marzo,15 luglio e 30 novembre. Visto che il nostro lettore pare aver completato i requisiti utili, dando per scontato l’ok dell’INPS, contestualmente alla domanda di verifica del diritto farebbe bene a presentare la domanda di Ape sociale. In modo tale da salvaguardare tutti i ratei di pensione spettanti. Diverso è il caso del disoccupato. Perché se non avesse diritto all’Ape come lavoro gravoso per qualsiasi motivo (magari per via del lavoro da svolgere in 7 degli ultimi 10 anni, ndr) e dovesse passare alla richiesta in quanto disoccupato, dovrebbe prima prendere la disoccupazione e poi andare in pensione. E la disoccupazione agricola è differente dalla Naspi. Infatti per il lavoro svolto nel 2026 la domanda di disoccupazione agricola andrebbe presentata entro il 31 marzo 2027. Per poi prendere entro giugno la relativa indennità in unica soluzione.

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