L’Assegno di Inclusione il 14 settembre è stato erogato a molte famiglie che ad agosto hanno provveduto a presentare le nuove domande per ulteriori 12 mesi. Si tratta di quelle famiglie che con la ricarica di luglio avevano completato il ciclo di fruizione da 18 mesi se era il primo, oppure da 12 mesi se era il secondo. Il 14 queste famiglie hanno ricevuto la ricarica di agosto, mentre il 27 riceveranno quella del mese di settembre. Ma ci sono degli adempimenti che adesso scattano per queste famiglie. Adempimenti che devono essere rispettati per continuare a prendere il sussidio anche per i mesi a venire.
ADI, cosa è successo adesso
Molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione in questo mese di settembre hanno ricevuto un ADI diverso dal solito. Prima di tutto, come detto in premessa, gli interessati sono quelli che hanno terminato l’Assegno di Inclusione precedente e sono stati costretti a ripresentare domanda ad agosto.
Per tanti di loro il 14 settembre è arrivata la prima mensilità del nuovo ciclo di fruizione che di fatto è la ricarica del mese di agosto. Il governo ha deciso di dare continuità al sussidio senza il vecchio mese di interruzione tra un ciclo e l’altro. La ricarica arrivata il 14 settembre è stata pari alla metà della mensilità solita che percepivano con il vecchio ciclo.
Ma si tratta di una erogazione straordinaria a copertura del mese dedicato alle domande che una volta era di stop al sussidio. Ricarica al 50% dell’importo solito solo per il primo mese del nuovo ciclo. Con la seconda ricarica che è calendarizzata per il 27 settembre e che riguarda proprio il mese di settembre, gli importi torneranno pieni.
Le istruzioni per l’Assegno di Inclusione sono chiare
A settembre due ricariche di ADI quindi. Ma le novità non finiscono all’incasso delle relative ricariche sulla carta ADI. Perché di fatto con il nuovo ciclo si torna all’obbligo degli adempimenti iniziali del sussidio. In altri termini, si viene trattati come se questa fosse la prima fase dell’Assegno di Inclusione, come se si fosse presentata la domanda la prima volta.
A dire il vero il sentore avrebbero dovuto averlo i richiedenti già quando hanno presentato la domanda di ADI ad agosto. Nonostante fossero già vecchi beneficiari del sussidio, hanno dovuto presentare domanda e iscriversi nuovamente alla piattaforma SIISL per la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD). Come per i richiedenti la prima volta, gli adempimenti ripartono da capo. E dopo quelli strettamente legati alla procedura di richiesta, ripartono da capo anche gli adempimenti legati al percorso di inclusione. A partire dalla data di sottoscrizione del PAD sulla piattaforma SIISL riparte il conteggio dei 120 giorni per andare al servizio sociale comunale per la profilazione e per la verifica sulla situazione del richiedente e del suo nucleo familiare.
Gli adempimenti e gli obblighi da rispettare
Il mancato adempimento porta alla decadenza dal beneficio. In genere è il servizio sociale del Comune a contattare telefonicamente o tramite email il diretto interessato. Ma non è fatto obbligo ai servizi sociali contattare il diretto interessato. Ecco perché il conteggio dei 120 giorni è importante perché senza il contatto da parte del Comune, l’interessato farebbe meglio a prendere lui la decisione di contattare i servivi sociali per il primo incontro.
Ricordiamo che dopo il primo incontro bisogna seguire gli adempimenti successivi con nuove visite al servizio sociale ogni 90 giorni e seguendo gli obblighi del primo incontro. Infine, va detto che tale obbligo non riguarda solo il richiedente l’ADI ma ogni componente della famiglia considerato tra i beneficiari dell’ADI. E per chi ha obbligo di attivazione al lavoro, c’è da recarsi pure al Centro per l’Impiego per la sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato.



