Una regola sicuramente discutibile è stata sempre quella che produceva al mancato pagamento di una multa nei canonici 60 giorni di tempo, un aumento pari al doppio degli importi dovuti. Un salasso autentico, una punizione enorme per chi, vuoi per distrazione o vuoi per impossibilità economica del momento, non riusciva a provvedere a pagare una multa. Adeso le cose cambiano. E con una modifica del Codice della Strada si potrà dire addio a questa autentica anomalia.
Le anomalie del sistema fiscale, sanzionatorio e di riscossione in Italia
In Italia il sistema fiscale, sanzionatorio e della riscossione è un sistema duro e ricco di controversi meccanismi. Come non considerare controverso il pagamento dell’IVA sui carburanti, che sono l’argomento del momento, che oltre che impattare sul costo della materia prima impatta pure sulle accise che sono un’altra tassa. In pratica si paga una tassa, nello specifico l’IVA, su un’altra tassa, nel dettaglio le accise. Anomalo è anche il meccanismo che da una multa per violazione del Codice della Strada, porta alla riscossione coattiva delle cartelle esattoriali. E alla modifica degli importi dovuto che diventano smisurati rispetto a quanto prevede il Codice della Strada per quella determinata violazione. Per qualche giorno di ritardo nel pagamento della multa c’è infatti chi finirà con il diventare debitore dello Stato per cifre praticamente raddoppiate.
Ecco il meccanismo di oggi che si vuole cambiare su multe e cartelle esattoriali
In genere quando si prende una multa per aver violato il Codice della Strada, il contribuente è chiamato a pagare la multa entro un determinato lasso di tempo che parte dalla notifica nel caso di multe differite (autovelox e tutor, per esempio, ndr) o dal controllo delle Forze dell’Ordine nel caso di multe in tempo reale. Il lasso temporale è di 60 giorni.
Una multa non pagata nel termine dei canonici 60 giorni dalla notifica porta all’aumento alla metà del massimo edittale. Cosa significa in termini pratici? Che automaticamente la multa diventa pari a quasi il doppio del dovuto iniziale. Questo vale per chi non ha pagato del tutto ma anche per chi magari ha pagato una cifra inferiore come accade a chi erroneamente paga la multa in misura ridotta, che è una possibilità se si paga nei primi 5 giorni dalla notifica, anche dopo questi 5 giorni. Naturalmente nel raddoppiare la multa in questi casi si considera quanto pagato in misura errata come una sorta di acconto sul dovuto che nel frattempo è raddoppiato.
Dopo i 60 giorni, la multa passa nelle mani della riscossione coattiva. Passa al concessionario alla riscossione e diventa cartella esattoriale. Diventato cartella, il debito aumenta del 10% per ogni semestre trascorso fino all’invio della cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Un invio che ha 5 anni di tempo massimo. In pratica, dalla multa originale che dopo 60 giorni raddoppia, può in altri 5 anni raddoppiare nuovamente. Dovevi versare 300 euro di multa? Dopo 60 giorni devi 600 euro, e dopo 5 anni può superare 1.000 euro.
Cartelle esattoriali su multe non pagate entro 60 giorni, addio alle cifre maggiorate
Una novità più o meno recente, perché è nata a fine 2024, ha limitato questa anomalia. Passando a cartella esattoriale la multa nel lasso di 5 anni non poteva salire in misura superiore al 60% del debito originale. Questo per una riforma del Codice della Strada che evidentemente aveva messo in luce questa anomalia. E sempre in modifica al Codice della Strada adesso le cose cambiano di nuovo. Ed a favore dei contribuenti naturalmente.
Con l’ennesima riforma del Codice della Strada che sta ultimando il suo iter, l’aumento del 10% a semestre non si applicherà più. Il contribuente che non paga nei soliti 60 giorni una multa, finirà con il pagare una somma pari alla metà del massimo edittale, che, come detto, raddoppia il dovuto. Naturalmente le spese accessorie come quelle di notifica vanno sempre considerate così come gli aggi della riscossione.



