Una novità introdotta con la legge di Bilancio nel 2026 e solo per l’anno di imposta 2026 potrebbe far contenti diversi lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni. Parliamo, come scritto nell’articolo 1, comma 237 della legge 199 del 30 dicembre 2025 (legge di Bilancio 2026, ndr), del personale non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche. L’Agenzia delle Entrate con la Risposta 173 del 2026 chiarisce diversi aspetti della novità che vuole l’applicazione di una sorta di detassazione del salario accessorio nelle PA. Nel dettaglio, si tratta delle voci di retribuzione che riguardano i premi di produttività per raggiungimento di determinati obiettivi sia collettivi che individuali. Ma anche delle indennità di turno, di funzione o semplicemente del lavoro straordinario. Voci importanti di retribuzione che potrebbero essere tassate in misura agevolata da chi rispetta le condizioni prestabilite.
La detassazione del salario accessorio nelle PA
Come detto, diverse voci di retribuzione compaiono spesso nelle buste paga dei lavoratori. E per i lavoratori delle PA queste voci potrebbero rientrare nella cosiddetta detassazione del salario accessorio. In generale le aliquote IRPEF che si applicano ai redditi del 2026 sono le seguenti:
- 23% sui redditi fino a 28.000 euro;
- 33% sui redditi sopra 28.000 e fino a 50.000 euro;
- 43% sui redditi oltre 50.000 euro.
Non ci sono state quasi mai distinzioni di alcun genere, perché anche le voci del salario accessorio compongono il reddito da lavoro dipendente su cui si applicano le aliquote prima citate. Ma nel caso specifico dell’aliquota agevolata di cui tratta la Risposta dell’Agenzia delle Entrate adesso le cose cambiano.
Aliquota 15% sui redditi da lavoro dipendente nelle PA, ecco i chiarimenti
Per i lavoratori delle PA che rientrano nella detassazione, fino ad 800 euro di salario accessorio ecco applicarsi l’aliquota al 15% che taglia notevolmente quanto dovuto di IRPEF e di addizionali regionali e comunali. Nei chiarimenti viene sottolineato come la novità valga solo per l’anno di imposta 2026 e per il reddito prodotto in questo anno. Non vi rientrano i lavoratori del comparto difesa e sicurezza sui quali si applicano già altre agevolazioni di natura fiscale. I lavoratori interessati però sono solo quelli con reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro. Come detto, sui primi 800 euro di salario accessorio l’aliquota sarà al 15%. Il vantaggio fiscale varia in base alla situazione specifica del singolo lavoratore. Perché come da meccanismo progressivo ed a scaglioni dell’IRPEF, ogni contribuente in base al suo reddito viene tassato in misura differente.
Esempi pratici per la detassazione con aliquota 15% sui redditi da lavoro dipendente nelle PA
Un esempio chiarirà meglio il meccanismo di detassazione del salario accessorio e di applicazione dell’aliquota agevolata al 15%. Un dipendente che ha un reddito da lavoro di 40.000 euro comprensivo di 2.000 euro di salario accessorio, in generale versa il 23% di IRPEF sui primi 28.000 euro ed il 33% sulla parte eccedente 28.000 euro e fino a 40.000 euro. Ma come detto, dei 40.000 euro totali di reddito da lavoro dipendente questo lavoratore ha 2.000 euro di salario accessorio. Su 800 euro l’aliquota sarà del 15%, mentre sui restanti 1.200 euro sarà ad aliquota ordinaria come da scaglioni IRPEF. Un lavoratore con 52.000 euro di reddito da lavoro dipendente versa il 23% sui primi 28.000 euro, il 33% sulla parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro e il 43% sui restanti 2.000 euro fino ai suoi 52.000 euro di redito complessivo da lavoro dipendente. In questo caso, essendo un dipendente che va oltre i 50.000 euro di reddito da lavoro dipendente, la detassazione al 15% su 800 euro di salario accessorio non si applica.



