In pensione anticipata grazie ai contributi volontari: quanto costano?

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di: Giacomo Mazzarella

Contributi volontari INPS per la pensione.

Carriere lavorative interrotte, passaggio al part-time, periodi di congedo o aspettativa non retributiva e così via. Sono tante le situazioni che si possono verificare per un lavoratore. A volte però l’interruzione della carriera o situazioni come quelle prima elencate, possono andare ben oltre il solo problema di una riduzione o una completa assenza di reddito. Periodi di quel genere possono causare il mancato approdo alle soglie di contributi necessari per il futuro pensionamento. Una soluzione a cose di questo genere esiste. E si chiama prosecuzione volontaria. I contributi volontari per accedere alla pensione anticipata possono essere il salvagente per chi si trova in questa condizione. Ma la domanda delle domande è sempre la solita. Quanto mi costa un anno di contributi volontari?

In pensione anticipata grazie ai contributi volontari: quanto costano?

Ad una domanda di quel tipo, come quella indicata in premessa, anticipiamo dicendo già che non si può determinare in misura fissa l’esborso a cui è chiamato questo o quell’altro lavoratore. Le cose cambiano da lavoratore a lavoratore anche in base al reddito, allo stipendio percepito e alle medie retributive. Ma cambia anche in base al fondo pensionistico a cui oltre a chiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari, si andranno a pagare questi contributi. Tutti a carico del contribuente comunque.

Per esempio, se l’interessato è un lavoratore dipendente, fatta eccezione per gli agricoli, il versamento parte dall’aliquota classica del Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti (FPLD), che è pari al 33%. Si parte dal minimale retribuivo previsto per l’anno dio riferimento e si tiene conto della retribuzione minima settimanale di riferimento che tanto per capirci, nel 2026 è pari a 244,74 euro. Una retribuzione annua lorda di 20.000 euro prevede 6.600 euro di versamenti volontari per un anno di contributi in più recuperati. Ogni anno 6.600 euro quindi. Se la retribuzione fosse di 30.000 euro la soglia salirebbe a 9.900 euro per anno da recuperare

Le altre Gestioni Previdenziali

Per artigiani e commercianti che versano al relativo Fondo previdenziale instaurato presso l’INPS l’aliquota è del 24% (solo per i commercianti 24,48% per via dell’indennizzo commercianti meglio nota come rottamazione della licenza, ndr). E la base di partenza è la media dei redditi del diretto interessato negli ultimi 36 mesi. Se questa media è di 40.000 euro, un anno di versamenti volontari costerà 9.600 euro per un artigiano e 9.792 euro per un commerciante.

Per la Gestione Separata INPS si guarda alla media dei compensi percepiti nell’anno precedente la domanda. L’aliquota IVS è pari al 25% e riguarda quindi i lavoratori con Partita Iva, come i liberi professionisti. Per i collaboratori aliquota come per i dipendenti, al 33%

Domanda all’INPS, autorizzazione e come funzionano i contributi volontari che anticipano la pensione

Per la prosecuzione volontaria occorre presentare domanda all’INPS. E per i versamenti bisogna essere autorizzati. Una volta autorizzati, i versamenti non sono obbligatori. Decide il diretto interessato se versare o meno. O se interrompere i versamenti in determinati periodi. Non servirà nuova domanda dopo un periodo di interruzione perché l’autorizzazione non decade. I versamenti seguono le regole solite e quindi vanno versati a trimestre. Non è possibile quindi anticipare i versamenti, in modo tale da completare immediatamente la carriera per andare immediatamente in pensione anticipata.

Ecco alcuni vantaggi per i versamenti volontari

Da quanto visto prima, il costo anche di un solo anno di contributi volontari non è certo irrisorio. Pensiamo a quanti soldi dovrebbe spendere un contribuente a cui per esempio mancano 5 anni per la pensione anticipata e deve comprarli con la prosecuzione volontaria. Però nel calcolo del costo vanno inseriti alcuni vantaggi che lo stesso contribuente può sfruttare dal punto di vista fiscale.

Come prevede il Testo unico delle imposte sui redditi, il costo complessivo dell’operazione è deducibile. Cosa significa? Che i versamenti si possono inserire sul reddito abbassando quello complessivo su cui si calcola l’IRPEF. E in base allo scaglione in cui il contribuente rientra, lo sgravio sarebbe più alto o più basso. Per un contribuente che ha reddito fino a 28.000 euro, significherebbe pagare il 23% su un reddito al netto dei contributi volontari versati nell’anno di imposta precedente quello della dichiarazione dei redditi. Il 28% di 6.600 euro di contributi versati porterebbe 1.848 euro di recupero fiscale. Per gli scaglioni più alti, il recupero sarebbe più alto visto che è il 33% l’aliquota sulla parte di redditi sopra 28.000 e fino a 50.000 ed è del 43% l’aliquota per la parte di reddito eccedente i 50.000 euro.

 

 

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