In arrivo le pensioni con quota 104 nel 2027? Ecco come 

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di: Giacomo Mazzarella

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Si è fatto un gran parlare nelle ultime giornate di alcune nuove misure che ha proposto la Lega di Matteo Salvini per una riforma delle pensioni da inserire nella legge di Bilancio l’anno venturo. Misure particolari come per esempio la quota 41 flessibile o la pensione a 64 anni per tutti. Eppure potremmo dire che gira e rigira qualsiasi ipotesi di nuove misure previdenziali che il governo intende varare vanno a finire sempre verso le misure per quotisti. Misure che dal 2026 erano sparite dai radar. Ma che adesso potrebbero rientrare dalla porta principale del sistema previdenziale italiano. Infatti si inizia a discutere sul vari della nuova quota 104.

In arrivo le pensioni con quota 104 nel 2027? Ecco come

Dal 2019 al 2025 sono state diverse le misure per quotisti che hanno funzionato nel nostro sistema previdenziale. Infatti sono state varate in ordine cronologico prima la quota 100, poi la quota 102 ed infine la quota 103. La quota 100 sicuramente è stata la misura più interessante. Perché più sfruttata visto che permetteva uscite a partire dai 62 anni di età con 38 anni di contributi versati.

Senza limiti di importo della prestazione e senza penalizzazione di assegno. Una misura quindi molto appetibile. La quota 100 infatti consentiva il pensionamento a partire dai 62 anni di età con 38 anni di contributi versati senza distinzione di platea dei beneficiari. Potevano accedere gli uomini e le donne, i lavoratori del settore pubblico e del settore privato, i lavoratori dipendenti e gli autonomi.

Sempre peggio dopo quota 100

Dal 2022 con la quota 100 terminata dopo un triennio di sperimentazione ecco il varo della quota 102. Una misura che permetteva il pensionamento a partire dai 64 anni di età con 38 anni di contributi. Anche in questo caso assegno senza limiti di platea ma con due anni di età anagrafica in più da raggiungere.

La misura fu chiusa a fine 2022 per essere sostituita dalla quota 103, una misura che invece riportò l’età pensionabile a 62 anni ma spostando a 41 anni i contributi necessari. Perdendo quindi una parte di appeal anche perché nel frattempo la misura è stata corretta in contributiva. Nel senso che gli interessati per uscire prima dal mondo del lavoro dovevano accettare un calcolo completamente contributivo della prestazione.

La novità che segue le vecchie misure per quotisti introdotte negli ultimi anni

Il 2026 si è aperto senza nessuna di queste misure perché l’esperienza di quota 103 fu cessata anche perché la misura era diventata poco appetibile e quindi poco sfruttata. La quota 103 quindi cessò il 31 dicembre 2025 e il 2026 non ha avuto nessuna misura di questo genere come opzione per i lavoratori.

Adesso si pensa ad una novità e cioè alla quota 104. Verrebbe spostata a 63 anni l’età minima di uscita per le misure per quotisti. E sarebbero 41 anni i contributi da racimolare. Dal momento che si parla sempre di ricalcolo contributivo della prestazione e dal momento che la misura resterebbe piuttosto penalizzante, il rischio è che diventi anche questo strumento poco appetibile.

Quota 104 a 63 anni, ecco perché

Con il ritorno alle misure per quotisti e con quota 104 tornerebbe attivo anche per questa misura il bonus Giorgetti che nel 2026 è stato attivo solo per le pensioni anticipate ordinarie. La quota 104 permetterà di sfruttare il bonus Giorgetti per quanti si trovano ad avere maturato il diritto a questa prestazione ma allo stesso tempo si trovano nella volontà di restare a lavorare.

Rinunciando all’uscita godrebbero di un vantaggio sullo stipendio. E per tutti i mesi successivi alla maturazione del diritto di quota 104. Infatti i diretti interessati potrebbero sfruttare lo sgravio del 9,19% dei contributi a loro carico che resterebbe in busta paga come netto in più di stipendio. Un vantaggio questo alternativo alla quota 104 che renderebbe la misura sempre meno appetibile.

 

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