Abolire il bollo auto è un cavallo di battaglia che a periodi alterni e spesso in prossimità delle campagne elettorali emerge sempre nelle discussioni politiche. Diversi esponenti politici nazionali e locali spesso chiedono l’abolizione del bollo. Non si sa quanto per gradimento elettorale o per esigenze reali, la richiesta finisce sempre con il non arrivare a compimento.
Anche perché con tutta onestà il gettito che deriva dalla tassa non è certo secondario anzi, è una delle voci su cui gli enti locali (il bollo finisce nei bilanci della Regione) contano molto ogni anno per far quadrare i conti. Abolire il bollo auto, quindi, diventa particolarmente complicato come operazione; eppure, se ne parla di volta in volta. Intanto novità dell’ultimo momento è il varo di una sorta di miniriforma del bollo auto. Che ne modifica alcuni aspetti anche se non cambia la struttura. Ma all’orizzonte c’è una vera riforma del bollo che potrebbe lei si in questo caso, modificare profondamente le regole di calcolo.
Riforma del bollo auto, ecco cosa cambia dal 2028
Tra i progetti in via di sviluppo per la prossima legge di Bilancio si parla anche di rimodulazione del bollo auto che potrebbe guardare come mai prima d’ora, alla classe inquinante del veicolo. L’idea è di collegare il calcolo del bollo auto al livello di inquinamento che il veicolo produce. In pratica l’idea sarebbe quella di far pagare di più a chi ha veicoli vecchi e potenzialmente dannosi a livello ambientale favorendo così chi invece ha un veicolo più nuovo e più virtuoso dal punto di vista delle emissioni.
Una novità questa che se mai dovesse diventare definitiva, porterebbe ad un incremento del costo del bollo auto per i veicoli inquinanti e più vecchi. Novità che torva oggettive problematiche e che trova un ostacolo in parecchie parti politiche che sostengono come facendo questa operazione si finirà per colpire i ceti medi e quelli meno ambienti che hanno difficoltà economiche a cambiare il veicolo e a comprare un veicolo di ultima generazione.
Il progetto di riforma del bolo auto e le auto più inquinanti
Dietro una operazione di questo genere, l’obiettivo è quello di potenziare la transizione elettrica spingendo a cambiare auto. Ma aumentando il costo del bollo a chi ha una auto di vecchia generazione può far nascere un conflitto sociale.
Penalizzando chi non ha la possibilità economica di comprare una nuova auto. Se quello che abbiamo detto prima è solo un progetto passiamo alle cose reali e a quello che effettivamente è già successo dal punto di vista legislativo dal momento che in attesa che il testo definitivo del provvedimento finisca in Gazzetta ufficiale, un decreto contenente una miniriforma del bollo auto è stato già varato.
Novità dal primo gennaio 2028
Non è una vera e propria riforma del bollo auto perché non correggere tariffe e nemmeno cambia le modalità di calcolo della tassa. Il provvedimento, infatti, è votato soltanto verso la semplificazione. Viene eliminato il pagamento a scadenza fissa di aprile, agosto e dicembre per le auto con più di 35 kW di potenza.
Dal primo gennaio 2028 il bollo auto vedrà come prima scadenza quella dell’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione (adesso si paga entro l’ultimo giorno del mese successivo soltanto se l’immatricolazione avviene nell’ultima decade del mese precedente, ndr).
Per le scadenze successive alla prima il bollo auto andrà pagato entro l’ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato la prima volta. Nella miniriforma, viene data anche la possibilità alle Regioni, sempre dal primo gennaio 2028, di avviare un piano di rateizzazione del bollo auto con cadenza quadrimestrale. In questo caso devono essere le Regioni ad operarsi con provvedimenti e delibere in cui devono indicare anche su quali veicoli ci sarà questa possibilità.



