Se con le novità sulle pensioni che faranno capolino nel 2027 non c’è da stare troppo allegri, qualche buona notizia arriva comunque. Gli aumenti dei requisiti per le pensioni renderanno più lontano il pensionamento. Dal 2027 i requisiti torneranno a salire per le pensioni anticipate ordinarie, per le pensioni di vecchiaia e per diverse altre misure. Eppure, ci nono news importanti come quella che sottolinea la possibilità anche nel 2027 e fino al 2029, di andare in pensione a 60 anni. Ecco come si potrà fare.
News pensioni: scivoli a 60 anni anche nel 2027
I requisiti per le pensioni crescono di un mese nel 2027. E poi è già previsto uno scatto di ulteriori due mesi nel 2028. Tutto in base ai dati Istat sull’andamento dell’aspettativa di vita della popolazione. Se a questo si aggiunge che secondo gli ultimi dati della Ragioneria di Stato, potrebbero essere necessari altri due o tre mesi di incremento pure nel 2029, la situazione volge al peggio ed è evidente. Eppure, tra le news sulle pensioni viene confermata una misura che doveva chiudere nel 2026 e che invece viene confermata per altri anni.
Pensioni anticipate a 60 anni
Il governo ha confermato l’aumento dei requisiti delle pensioni nel 2027. Ma ha anche confermato l’Isopensione con le regole di oggi anziché chiudere al 31 dicembre 2026 e riportare la misura come era stata varata nel 2011, ovvero con un vantaggio minore in termini di età di uscita. Infatti, la conferma dell’Isopensione è quella con lo sconto di 7 anni sull’età di uscita rispetto alle pensioni di vecchiaia o anticipate. E la conferma varrà fino al 2029. L’Isopensione dal 2027 doveva tornare a concedere l’anticipo inizialmente previsto pari a 4 anni. Invece con la novità del governo, anche per i prossimi anni lo sconto resterà pari a 7 anni. La misura vale come sempre nelle aziende con almeno 15 dipendenti in organico.
Isopensione a 60 anni, ecco le ultime news
Potranno accedere all’Isopensione i dipendenti che si trovano ad almeno 7 anni dalla quiescenza, ma solo se appartengono ad aziende con 15 o più dipendenti in organico e solo se si tratta di aziende con processi di riduzione organica di personale. Infatti, è il datore di lavoro che insieme ai sindacati trova intesa per avviare all’INPS un processo di esodo incentivato con annesso prepensionamento per i dipendenti più anziani. La pensione al lavoratore in esodo è versata dall’INPS. Segue lo stesso calendario delle pensioni classiche ed è liquidata con il sistema misto in base alla situazione al momento dell’uscita. Ma è a completo carico del datore di lavoro che deve finanziare l’INPS oltre che versare i contributi figurativi durante gli anni di esodo.



