Le pensioni nel 2027 non saranno esenti da novità. L’attesa è tanta per il classico pacchetto pensioni della legge di Bilancio. C’è la questione della perequazione pensioni 2027, che interessa tanto i titolari di pensioni minime che quelli che prendono tutte le altre tipologie di prestazione dall’INPS. E poi c’è la questione fondi pensione, con la previdenza integrativa che potrebbe essere usata per favorire i pensionamenti o per far crescere economicamente i pensionati nella loro vita post-lavoro. In pratica, tanta carne a cuocere tra novità sulle pensioni 2027 praticamente certe e altre in via di sviluppo. Per le pensioni 2027, tra fondi pensione, perequazione e manovra di Bilancio, cosa produrrà l’anno venturo?
Pensioni 2027, fondi pensione, perequazione, ecco le novità per la legge di Bilancio
Se vogliamo considerare l’inflazione come un dato un dato positivo per i pensionati, ai più può sembrare una forzatura. Ma visto che l’inflazione è in crescita in questo 2027 è evidente che le pensioni saliranno in maniera maggiore dal punto di vista degli importi, rispetto al 2026. Il meccanismo della perequazione pensioni nel 2027 è lo stesso del 2026. Ciò che cambia e che rende la perequazione pensioni nel 2027 piuttosto importante, è il tasso di inflazione. Che nel 2026 fino a settembre è stato del 2,8%.
E sarà questo il tasso di aumento che da gennaio riceveranno i pensionati. Aumenterà del 2,8% l’assegno sociale così come farà la pensione minima e come faranno tutte le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo. Poi piccolo taglio alla perequazione per la parte di pensione più alta, che fino a 5 volte il minimo salirà del 2,52% e per la parte ancora maggiore del 2,10%.
Requisiti in aumento nel 2027, ecco le novità sulle pensioni
L’aumento dei requisiti delle pensioni nel 2027 è una novità che farà capolino praticamente da subito. Fin dal primo gennaio prossimo chi vorrà andare in pensione di vecchiaia dovrà attendere 67 anni e un mese. L’andamento della stima di vita della popolazione fa crescere i requisiti per le pensioni. Per quelle anticipate sempre senza limiti di età, ci vorranno 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.
La quota 41 precoci invece salirà a 41 anni e un mese di contributi. E come al solito, non ci saranno limiti anagrafici da completare e ci vorrà sempre almeno un anno di versamenti completi già prima di aver compiuto 19 anni di età. Unica eccezione all’aumento dei requisiti che per esempio riguarderà anche la pensione anticipata contributiva (da 64 anni di età a 64 anni e un mese), sarà quella per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti.
Capitolo fondi pensioni nel 2027, cosa cambia e che novità?
Sulla previdenza integrativa si fa un gran parlare da anni. E negli ultimi le novità introdotte sono state diverse. Per esempio, oggi si rende praticamente obbligatorio o quasi per i neoassunti, aderire alla previdenza complementare.
Il famoso meccanismo del silenzio assenso, per esempio, porta a pensare che ormai la direzione è quella di creare un mix tra previdenza obbligatoria e previdenza integrativa. Da un lato per favorire l’aumento di reddito futuro dei pensionati che con la sola pensione dell’INPS rischiano di passare una vecchiaia da poveri. E poi per favorire l’accesso alla pensione.
Perché sembra che si cercherà di indirizzare molte delle misure di pensionamento anticipato verso un requisito ulteriore da maturare e cioè la presenza di una rendita da fondi pensione integrativi. Già nel 2025 per esempio fu concessa la possibilità di andare in pensione anticipata contributiva a 64 anni a chi grazie alla rendita da fondi pensione integrativi raggiungeva l’importo minimo della pensione pari a 3 volte l’assegno sociale.



