Perdere il lavoro, presentare domanda di Naspi nei primi 8 giorni e poi attendere l’accoglimento della domanda e il primo pagamento. La prassi per la Naspi è questa per tutti i disoccupati che presentano domanda all’INPS. Vale per i precari della scuola che a inizio luglio hanno presentato la domanda dopo la scadenza del loro contratto il 30 giugno. E vale per gli stagionali del settore turistico che tra settembre e ottobre si accingeranno a fare le stesse cose. Ma per tutti spesso arriva la sorpresa di un pagamento ridotto, almeno per il primo incassato dopo l’accoglimento della domanda di Naspi dall’INPS. Perché si prende così poco il primo mese?
Naspi: perché dall’INPS col primo pagamento arriva un importo ridotto?
Tanti lavoratori che attendono il primo pagamento della Naspi da parte dell’INPS trovano il pagamento sorprendente in negativo. Prendono davvero poche centinaia di euro molti disoccupati al primo rateo di Naspi percepito. E non si spiegano il perché. La regola generale vuole che la Naspi decorra a partire dall’ottavo giorno successivo il licenziamento o la perdita del posto di lavoro involontaria. Ma solo se la domanda è presentata entro i primi 8 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Altrimenti decorre dalla data di presentazione della domanda. Se il disoccupato tarda molto, in caso di domanda dopo 68 giorni dalla perdita del posto di lavoro, la Naspi non spetta più.
Da dove scaturisce una Naspi inferiore alle attese da parte dell’INPS?
A prescindere dalla data di presentazione della domanda, gli importi ridotti al primo rateo possono sempre capitare. Perché anche chi ha presentato normalmente la domanda di Naspi all’INPS nei primi otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro spesso prende pochi euro con il primo pagamento. Il primo pagamento è ridotto perché l’INPS paga i giorni a partire da quello dove decorre la prestazione e la fine del mese del primo pagamento. Non ci sono particolari difetti di presentazione della domanda da parte degli interessati. E nemmeno errori di calcolo da parte dell’INPS che eroga la Naspi in misura inferiore alle attese. Inoltre, la procedura di domanda di Naspi è molto più complessa rispetto a quanto si possa credere. Non basta solo la domanda. Perché ci sono le politiche attive sul lavoro, i patti da sottoscrivere e le iscrizioni a determinate piattaforme.
SIISL, PAD, PSP e curriculum
Per esempio, dopo la presentazione della domanda occorre registrarsi alla piattaforma SIISL. Inserire il curriculum o compilarlo è necessario per poi passare alla sottoscrizione del cosiddetto PAD, ovvero Patto di Attivazione Digitale. Poi sarà la volta della “gita” al Centro per l’Impiego per la sottoscrizione del patto di servizio, per la profilazione del disoccupato e per l’avvio di corsi e iniziative volte alla ricollocazione lavorativa del neo-disoccupato. Va detto però che il pagamento ridotto del primo rateo di Naspi da parte dell’INPS non riguarda mancate adesioni ai patti o problematiche con l’iter appena descritto. Piuttosto si rischia la sospensione della prestazione una volta incassata se non si segue alla lettera la procedura. Per il rateo Naspi INPS troppo basso la motivazione è soltanto, come dicevamo prima, una questione di tempistiche.



