Perché non ho avuto il rimborso del 730 in busta paga?

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di: Giacomo Mazzarella

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Sicuramente è tra le cose più attese di questi mesi estivi se si parla di stipendio e busta paga. Parliamo naturalmente del rimborso fiscale da modello 730. Perché la busta paga di luglio o di agosto ogni anno è tra le cose più attese da parte dei contribuenti. Il rimborso dopo aver scaricato spese sanitarie, interessi sui mutui o spese di ristrutturazione, tanto per citare alcuni dei più diffusi oneri detraibili, è qualcosa di comune a tanti contribuenti.

Ma c’è chi nonostante ha fatto le cose per tempo, ovvero, nonostante ha presentato il modello 730 nei termini, non ha ancora ricevuto il rimborso. Prima di andare a chiedere spiegazioni al datore di lavoro, meglio capire i perché a volte il rimborso fiscale può slittare. Nonostante tutto, non è presente nella busta paga. La prima cosa da sapere è che l’Agenzia delle entrate può anche decidere di avviare dei controlli preventivi sul modello 730, bloccando di fatto l’iter della dichiarazione e posticipando l’eventuale rimborso spettante. Anzi, i controlli sono praticamente automatici nel momento in cui dal modello 730 emerge un credito di imposta che supera i 4.000 euro. In questo caso è facile che i rimborsi in busta paga non ci siano e che tutto slitti ai mesi successivi.

Perché non ho avuto il rimborso del 730 in busta paga?

Un altro caso che può portare a un rimborso da modello 730 che slitta nel tempo è quello del datore di lavoro incapiente. La capienza fiscale in termini pratici non è altro che l’ammontare delle imposte versate e che possono essere recuperate tramite rimborso da modello 730. La capienza è importante per il lavoratore, perché più imposte sono state pagate, più margine ha il contribuente per recuperare le sue detrazioni.

Un contribuente che deve recuperare una quota di 3.000 euro di spese di ristrutturazione ma ha versato solo 1.000 euro di imposte l’anno precedente, non potrà che recuperare i 1.000 euro, perdendo il diritto agli altri 2.000. La capienza fiscale però interessa pure il datore di lavoro. Perché lui come sostituto di imposta è tenuto ad effettuare i conguagli fiscali ai suoi dipendenti.

Ma solo fino alla sua capienza fiscale che se manca, porta ad uno slittamento dei rimborsi ai dipendenti, o alla rateizzazione degli stessi in più mensilità. Il contribuente in questo caso non perde nulla, ma potrebbe anche finire con il dover recuperare il rimborso nelle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi.

Il caso delle cartelle esattoriali che bloccano i rimborsi del modello 730

Infine, un altro caso che porta ad un rimborso da modello 730 che slitta nel tempo è quello del contribuente che ha dei debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. In presenza di rimborsi superiori a 500 euro, infatti, l’Agenzia delle Entrate segnala il rimborso all’Agenzia delle Entrate Riscossione per la verifica sulla presenza di eventuali debiti a carico del contribuente.

Se quest’ultimo a cartelle esattoriali il rimborso viene bloccato. Al contribuente arriva la proposta di compensazione. Entro 60 giorni deve rispondere se accetta di scontare le cartelle a suo carico con il rimborso da modello 730. In assenza di risposta alla richiesta di compensazione, il rimborso da modello 730 viene congelato fino al 31 dicembre dell’anno successivo.

 

 

 

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